Lavorare in montagna
La montagna friulana
La delimitazione geografica
La delimitazione amministrativa
Le caratteristiche ambientali, morfologiche e climatiche
Uno sguardo al passato
La montagna oggi
 



 

 
Le caratteristiche ambientali, morfologiche e climatiche

La distribuzione dei rilievi del territorio montano insieme alle condizioni climatiche e alla distribuzione delle risorse, ha condizionato fortemente le scelte di vita delle popolazioni alpine, dando origine a particolari ed originali modelli di sfruttamento delle risorse e di organizzazione economica del territorio.

Se l'uomo ha segnato fortemente con la sua presenza il territorio alpino, le forze della natura hanno contribuito a plasmarlo, distribuendo, in base al clima, all'esposizione, alla natura dei suoli, la copertura vegetale fatta di ricchi boschi di conifere o di latifoglie che si susseguono a praterie alpine naturali o a prati controllati dall'uomo.


Il clima

Il clima della montagna friulana risente della disposizione, da ovest a est, della Catena Carnica e della sua elevazione che limita l'influenza delle correnti fredde settentrionali. Inoltre l'altitudine, certamente non modesta, delle Prealpi Carniche e Giulie determina il rapido arresto dei venti caldi e umidi provenienti dal mare, determinando così ricche precipitazioni specie sui versanti meridionali.

Il regime delle piogge mostra due massimi stagionali: in primavera ed in autunno e spesso le precipitazioni assumono un carattere di forte intensità.

Le precipitazioni nevose, meno abbondanti negli ultimi anni, si manifestano durante il periodo che va dalla metà di novembre alla fine di marzo, concentrandosi però nei mesi centrali dell'inverno. Le zone più favorite sono le aree della Val Canale e Canal del Ferro. Pure la zona Prealpina, sopra gli 800 m è soggetta a precipitazioni nevose, ma è solo nel Piancavallo e nella conca di Claut che queste raggiungono valori tipicamente alpini.

Le precipitazioni nevose sono però meno intense e meno durature rispetto alle zone centro occidentali delle Alpi ed alla vicina Austria, fatto questo che non ha permesso, unitamente alle caratteristiche dei rilievi, lo sviluppo diffuso delle stazioni turistiche invernali.

Anche la temperatura è variamente influenzata dalla disposizione delle valli e dall'altitudine, ma già dalla fascia prealpina si ha un repentino cambiamento climatico rispetto ai valori della pianura, poichè si abbassano significativamente.

SPUNTI PER LA RIFLESSIONE [n.2]


I paesaggi naturali

Le caratteristiche climatiche proprie della nostra regione hanno dato origine a diversi tipi di paesaggi naturali: il paesaggio alpino e quello di tipo prealpino, che a loro volta si suddividono in diverse sotto categorie.

Dal punto di vista della vegetazione nel primo tipo predomina l'abete rosso, che compare in estesi popolamenti come specie principale o si accompagna spesso con il faggio e l'abete bianco. Pure il faggio talvolta si trova in estesi popolamenti, mentre nei fondovalle si trovano i prati stabili con la frequente presenza di abeti, aceri, noci ed altri fruttiferi.

Il paesaggio prealpino presenta fondamentalmente due tipologie di "coperture" vegetali: la prima caratterizzata da una copertura rada e discontinua di pinete di pino nero e di boscaglie di orniello e carpino nero, mentre la seconda tipologia presenta dense coperture di latifoglie, associate talvolta a prato stabile. Nei fondovalle si trovano piccoli popolamenti di querce, aceri, frassini, tigli e le specie fruttifere.

Il degrado e l'abbandono della montagna degli ultimi anni hanno favorito fortemente l'avanzata del bosco, specie nelle aree pedemontane e in quelle superiori dell'area alpina. Tale fenomeno ha consentito di creare degli ecosistemi favorevoli al ritorno di specie animali, quali l'orso, la lince, il lupo, il cervo, da tempo non più presenti nell'area montana regionale.