Lavorare in montagna
La montagna friulana
Uno sguardo al passato
Le Alpi nella storia
La montagna friulana nella storia
I modelli insediativi ed economici
L'emigrazione
Nascita e sviluppo dell'industria montana
Nascita e sviluppo del turismo montano
La crisi della montagna
La montagna oggi
 

I modelli insediativi ed economici

L'area della montagna si presenta diversificata dal punto di vista amministrativo, naturale ed ambientale. Le diverse caratteristiche di queste aree hanno consentito quindi la formazione di sistemi insediativi differenziati e di modelli organizzativi ed economici strettamente connessi alla presenza delle risorse naturali, principalmente dei boschi e dei pascoli.

  • Il modello insediativo tradizionale
    Il modello tradizionale legato alla civiltà agro-silvo-pastorale trova il suo massimo momento di funzionalità ed efficacia nella Carnia a partire dal XVII secolo, anche se già prima gli elementi costitutivi del modello si erano affermati.
    Il punto forte di questo modello è quello dell'organizzazione verticale dello spazio sia per le scelte insediative che per quelle legate alle funzioni economiche. Gli insediamenti si collocano infatti lungo direttrici ben precise che tengono conto dei limiti altimetrici del bosco e delle colture.
    La difficoltà di comunicazione, le distanze con gli empori e con i centri forti della pianura e di conseguenza i costi alti dei trasporti, ma anche la stessa organizzazione sociale favorirono il consolidarsi di un modello ad economia chiusa e votato all'autosufficienza. Tale modello, che in altri contesti impedì la crescita e lo sviluppo delle popolazioni, nell'area montana friulana raggiunse livelli di efficacia ed efficienza notevoli.
  • Le caratteristiche principali del modello insediativo tradizionale
    Uno degli elementi fondanti il modello era quello della divisione del lavoro con l'affidamento di ruoli precisi a ciascun componente la società ed in particolare alla famiglia. Non solo divisione di compiti e di professionalità, ma anche differenziazione temporale. All'uomo adulto spettava il lavoro nel bosco o l'allevamento o ancora i mestieri artigianali, ma soprattutto era colui che emigrava stagionalmente, mentre la donna aveva il compito di accudire e allevare i figli, di lavorare i campi del fondovalle o di svolgere durante l'estate la fienagione, nonché alcune attività di trasformazione.
  • I limiti del modello tradizionale
    Il modello ad economia chiusa, integrato con l'attività forestale, con alcune lavorazioni artigianali estremamente significative (basti pensare alla tessitura, o alle lavorazioni in legno) e con le rimesse degli emigranti, fu la base dell'economia alpina per almeno due secoli. Ma l'aver privilegiato microsistemi economici organizzati e sostanzialmente chiusi verso l'esterno, impedì di fatto di introdurre quegli elementi di novità che intanto stavano maturando. E a fronte di una progressiva crescita della popolazione, il modello non riuscì più a far fronte alle esigenze della società . Proprio la vicinanza con la pianura costituì anche la debolezza del modello prealpino, che al primo manifestarsi dello sviluppo economico della pianura si disgregò.

    SPUNTI PER LA RIFLESSIONE [7]