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I modelli insediativi ed economici
L'area della montagna si presenta diversificata dal punto
di vista amministrativo, naturale ed ambientale. Le diverse
caratteristiche di queste aree hanno consentito quindi la
formazione di sistemi insediativi differenziati e di modelli
organizzativi ed economici strettamente connessi alla presenza
delle risorse naturali, principalmente dei boschi e dei pascoli.
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Il modello insediativo tradizionale
Il modello tradizionale legato alla civiltà agro-silvo-pastorale
trova il suo massimo momento di funzionalità ed efficacia
nella Carnia a partire dal XVII secolo, anche se già prima
gli elementi costitutivi del modello si erano affermati.
Il punto forte di questo modello è quello dell'organizzazione
verticale dello spazio sia per le scelte insediative che
per quelle legate alle funzioni economiche. Gli insediamenti
si collocano infatti lungo direttrici ben precise che tengono
conto dei limiti altimetrici del bosco e delle colture.
La difficoltà di comunicazione, le distanze con gli empori
e con i centri forti della pianura e di conseguenza i costi
alti dei trasporti, ma anche la stessa organizzazione sociale
favorirono il consolidarsi di un modello ad economia chiusa
e votato all'autosufficienza. Tale modello, che in altri
contesti impedì la crescita e lo sviluppo delle popolazioni,
nell'area montana friulana raggiunse livelli di efficacia
ed efficienza notevoli.
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Le caratteristiche principali del modello insediativo
tradizionale
Uno degli elementi fondanti il modello era quello della
divisione del lavoro con l'affidamento di ruoli precisi
a ciascun componente la società ed in particolare alla famiglia.
Non solo divisione di compiti e di professionalità, ma anche
differenziazione temporale. All'uomo adulto spettava il
lavoro nel bosco o l'allevamento o ancora i mestieri artigianali,
ma soprattutto era colui che emigrava stagionalmente, mentre
la donna aveva il compito di accudire e allevare i figli,
di lavorare i campi del fondovalle o di svolgere durante
l'estate la fienagione, nonché alcune attività di trasformazione.
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I limiti del modello tradizionale
Il modello ad economia chiusa, integrato con l'attività
forestale, con alcune lavorazioni artigianali estremamente
significative (basti pensare alla tessitura, o alle lavorazioni
in legno) e con le rimesse degli emigranti, fu la base dell'economia
alpina per almeno due secoli. Ma l'aver privilegiato microsistemi
economici organizzati e sostanzialmente chiusi verso l'esterno,
impedì di fatto di introdurre quegli elementi di novità
che intanto stavano maturando. E a fronte di una progressiva
crescita della popolazione, il modello non riuscì più a
far fronte alle esigenze della società . Proprio la vicinanza
con la pianura costituì anche la debolezza del modello prealpino,
che al primo manifestarsi dello sviluppo economico della
pianura si disgregò.
SPUNTI PER LA RIFLESSIONE [7]
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