Lavorare in montagna
La montagna friulana
Uno sguardo al passato
Le Alpi nella storia
La montagna friulana nella storia
I modelli insediativi ed economici
L'emigrazione
Nascita e sviluppo dell'industria montana
Nascita e sviluppo del turismo montano
La crisi della montagna
La montagna oggi
 

Le Alpi nella storia

La regione alpina, quella definita dalla catena delle Alpi, ha da sempre rappresentato un punto di riferimento per la storia, l'ambiente e le popolazioni dell'intera Europa.

La loro storia e le loro popolazioni hanno dato origine ad una vera e propria civiltà, detta per l'appunto alpina, che ha caratterizzato e continua ad improntare l'ambiente e il territorio di questo ampio arco montuoso che si stende per centinaia di chilometri dal Colle di Cadibona nelle Alpi Marittime, limite occidentale dell'intera catena, al Passo di Vrata, limite orientale, nella catena delle Alpi Giulie.

In questa sede interessa segnalare gli elementi portanti che contribuirono nel corso dei tempi a costruire la Civiltà Alpina ed in particolare le diverse fasi che improntarono la colonizzazione del territorio alpino.

- Paleolitico
- L'età del ferro
- La dominazione romana
- Il Medioevo
- La rivoluzione industriale
- Le Alpi oggi

  • Paleolitico
    Le Alpi racchiudono tracce di presenza umana che risalgono al Paleolitico. Ma è con il Neolitico che cominciano ad aversi insediamenti stabili, specialmente nei settori periferici della catena, nelle aree più favorite dei grandi laghi prealpini, da dove probabilmente cacciatori, al seguito delle prede, cominciarono a penetrare nelle valli e ad utilizzare alcuni dei valichi che successivamente saranno destinati a diventare le vie di comunicazione classiche (Monceniso, Gran San Bernardo, Sempione, Brennero).
  • L'età del ferro
    Successivamente prese vita, durante la prima età del ferro (VIII-V sec. a.C.), la Civiltà di Hallstatt, dal nome del centro del salisburghese dove fu trovata una vasta necropoli, che testimonia, ben dentro il territorio alpino, popolazioni già ben organizzate, dedite all'agricoltura, all'allevamento e allo sfruttamento delle miniere di sale.
    Ma forse una delle più importanti testimonianze della vita sulle Alpi in epoca preistorica è sicuramente quella di "Ötzi", l'uomo venuto dal ghiaccio, la mummia restituita intatta, dopo 5.300 anni, dal ghiacciaio di Similaun a 3500 m di quota, al confine tra Italia ed Austria nel gruppo delle Alpi Venoste. L'importanza di tale ritrovamento non sta solamente nell'eccezionale corredo trovato addosso alla mummia (vestiti, armi, calzature, oggetti personali), ma nel fatto che un uomo di quelle epoche lontane raggiungesse località così elevate e utilizzasse dei percorsi tracciati attraverso i valichi alpini.

    SPUNTI PER LA RIFLESSIONE [n.3]

  • La dominazione romana
    E' con Roma che si giunge ad una prima sistematica organizzazione territoriale delle Alpi e ad un'unica presenza unificatrice. Roma infatti, intuita l'importanza strategica delle Alpi e dei valichi alpini per la sicurezza dei centri romani della pianura Padana e dell'area prealpina, sottomise o strinse patti con le bellicose popolazioni alpine, assicurandosi così il controllo del territorio.
    Con il crollo dell'Impero Romano, anche le Alpi conoscono un periodo di frammentazione e di disgregazione. Le popolazioni barbariche le attraversano, mentre i montanari si rifugiano in valli isolate e limitano al massimo gli scambi. Inoltre l'arrivo di popolazioni etnicamente diverse ed il loro insediamento sull'intero arco alpino generò quel fenomeno di diversificazione etnica e linguistica, che porterà all'affermazione di ceppi linguistici diversi.
    Cinque sono ancora oggi le lingue che si parlano sulle Alpi: il francese, il romancio (suddiviso in romancio dei Grigioni, ladino dolomitico e friulano), l'italiano, il tedesco e lo sloveno.
  • Il Medioevo
    Durante il Medioevo le Alpi consolidarono la loro funzione difensiva e di controllo delle vie di comunicazione dando origine a tutta una serie di centri fortificati che ancora oggi sono testimoniati dai numerosi castelli che dominano le valli. In questo periodo l'unità politica si frantuma in tanti piccoli feudi e principati, dove spesso si uniscono le figure del vescovo e del conte. Le Alpi nelle epoche successive conoscono fasi alterne di benessere economico e di aumento demografico, con altre, di crisi e di impoverimento, specie quando nel formarsi degli stati nazionali, vengono suddivise e delimitate con rigidi confini, che diventeranno purtroppo teatro di guerre e di continue rivendicazioni.

    SPUNTI PER LA RIFLESSIONE [n.4]

  • La rivoluzione industriale
    Con l'avvento della Rivoluzione industriale la struttura economica e sociale delle comunità alpine conobbe radicali trasformazioni. La costruzione di nuove vie di comunicazione che perforano le montagne, l'avvento di nuove tecnologie che resero obsoleti i tradizionali metodi di lavoro, lo sviluppo industriale della pianura ruppero di fatto l'equilibrio raggiunto in secoli. La montagna con i suoi prodotti e i suoi ritmi non riesce a fare concorrenza ai centri forti della pianura, sempre più bisognosi di manodopera, con una dotazione di servizi migliore, con una capacità di sviluppo e di modernizzazione indiscutibilmente più elevata dei centri alpini. Ma non tutto l'arco alpino ha risposto alla stessa maniera, ed alcune regioni hanno saputo ricreare nuovi equilibri e nuove vocazioni, evitando, di fatto, la marginalizzazione che invece le zone meno favorite tuttora continuano a conoscere.
  • Le Alpi oggi
    Oggi le Alpi si presentano quindi in forma diversificata anche dal punto di vista economico e di sviluppo sociale, contemplando realtà fortemente sviluppate accanto ad altre più deboli e marginali, caratterizzate da bassi livello di reddito, da un accentuato invecchiamento della popolazione, da un degrado ambientale connesso all'abbandono delle attività agricole e forestali e dall'abbandono dei centri in quota verso i fondovalle e da qui verso la pianura, creando un dualismo tra aree sviluppate e aree marginali. Le recenti politiche europee per la montagna basate di più su un modello di sviluppo attento alle realtà locali e alle risorse umane, che punta sulla valorizzazione delle tradizionali espressioni della civiltà alpina può, integrandosi con gli elementi di innovazione e di modernizzazione, creare un nuovo equilibrio tra il territorio e le componenti umane, sociali ed economiche dei territori alpini.