Introduzione
Consigli per una buona navigazione
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Breve guida all'autoanalisi
Regole e attori del mercato del lavoro
Le tipologie di lavoro possibili
Strumenti e strategie di ricerca del lavoro
E… se il lavoro me lo inventassi?
Vademecum per l'autoimprenditorialità
Cosa intendiamo per impresa?
Cosa ci vuole per fare una buona impresa
Chi è l'imprenditore
Come si trova una buona idea imprenditoriale
Come si trasforma un'idea imprenditoriale in un'impresa
Il piano d'impresa
Gli aiuti all'imprenditorialità giovanile
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Le parole chiave
 
Introduzione

Ognuno di noi prima o poi si ritrova con un sogno nel cassetto: quello di creare con le proprie mani un’attività economica che ci permetta di ottenere sia una realizzazione sul piano economico che su quello personale.

A volte abbiamo anche in mente un'idea precisa di ciò che vorremmo realizzare: ci sembra un’idea originale, a cui nessun altro ha finora pensato, ed anche abbordabile, cioè concretamente realizzabile. Se anche tu hai vissuto questa esperienza, forse si cela in te la stoffa di un buon imprenditore; se non ci hai mai pensato, potrebbe essere la volta buona per affrontare in un modo diverso dal solito il problema lavoro. Tutti gli esperti concordano nell'affermare che in futuro l'aumento dell'occupazione passerà più attraverso la creazione di nuove imprese, che attraverso la crescita degli occupati nelle imprese esistenti.

Però, esaminando le caratteristiche generali del lavoro autonomo, abbiamo già evidenziato che si tratta di una strada certo affascinante per le prospettive di crescita economica e professionale che ci suggerisce, ma anche molto impegnativa, per l'investimento iniziale che comporta e per il rischio di fallimento a cui espone. Insomma, non una strada impossibile, ma certamente da affrontare con molta cautela e dopo aver verificato di avere tutte le carte in regola per garantirsi le più elevate probabilità di successo (la certezza, come sappiamo, non esiste).

Certamente il passaggio diretto dal mondo della scuola a quello del lavoro autonomo è un salto notevole, che richiede uno spirito imprenditoriale accentuato, oltre alla disponibilità di un minimo di risorse materiali e finanziarie. Comunque è un fenomeno già successo e che succederà ancora in futuro, anche se in genere la strada più comune verso l'auto-imprenditorialità passa attraverso un periodo di lavoro dipendente che permetta di accumulare un bagaglio di esperienza ed un capitale iniziale da investire nella nuova attività in proprio.

E' vero che alcune doti sono innate: lo spirito imprenditoriale, come il senso degli affari, sono componenti della personalità che non si possono imparare. E' però possibile esercitare ed allenare tali abilità, oltre a consolidarle attraverso lo studio delle tecniche di gestione aziendale. Insomma se è vero che imprenditori in parte si nasce, è altrettanto vero che si può imparare a diventarlo.

Nelle pagine che seguono proveremo a verificare insieme se possiedi un adeguato spirito imprenditoriale, attraverso un percorso di approfondimento di alcune semplici tecniche di "ingegneria imprenditoriale".

Prima di partire, però, vogliamo ribadire una cosa: la strada del lavoro autonomo non è adatta a tutti, anzi lo è solo a pochi, anche se questi pochi stanno diventando di anno in anno più numerosi.

Non intendiamo quindi spingerti a tutti i costi su questa strada, ma solo farti vedere che essa esiste e che può essere una delle possibili soluzioni al problema lavoro, a patto che siano soddisfatti tutti i requisiti necessari per poterla percorrere con un buon margine di sicurezza. Considera perciò le prossime pagine soprattutto come un gioco, come un invito a guardare il mondo attorno a te con un’attenzione diversa, con uno spirito nuovo che magari porterà i suoi frutti tra qualche anno ma che sarà comunque utile per la tua maturazione personale.