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Il lavoro indipendente

In questo caso non esiste un datore di lavoro ma ciascuno è il datore di lavoro di se stesso.
Le regole del gioco sono molto severe: il successo o la sopravvivenza di una attività autonoma dipendono dalla capacità di produrre beni o servizi ad un costo competitivo e di saperli vendere sul mercato ad un prezzo sufficiente a garantire un utile economico.

In genere la concorrenza è molta e quindi occorre essere particolarmente certi di possedere tutte le risorse umane, professionali e materiali necessarie per costruire un’impresa che, come si dice, "stia sul mercato".


Anche all'interno del lavoro autonomo esistono situazioni estremamente diversificate: il libero professionista, il socio di una cooperativa, il titolare di una società sono solo alcune delle facce che può assumere questa tipologia.

Anche in questo caso vediamo innanzitutto quali sono le principali caratteristiche:

  • elemento distintivo del lavoratore autonomo è che ha il carattere di un auto-impiego: egli si assume cioè direttamente la responsabilità dell'avvio e della gestione dell'attività economica; ciò richiede una forte motivazione personale oltre ad idee chiare e a capacità manageriali in aggiunta a quelle professionali. Il rischio di impresa rappresenta uno dei corollari più importanti della scelta di lavoro autonomo: nessuno ci può garantire a priori sulla riuscita dell'impresa ed il rischio di un fallimento, economico e spesso anche umano, può essere limitato ma mai eliminato del tutto;
  • secondo elemento caratterizzante è la necessità di far vivere e crescere il lavoro autonomo all'interno delle regole del mercato che impongono la profittabilità (cioè la capacità di generare un utile economico) e la competitività (cioè la capacità di battere la concorrenza) come regole fondamentali per la sopravvivenza dell'impresa;
  • le condizioni di lavoro sono estremamente libere: uno dei punti qualificanti del lavoro autonomo è infatti proprio la capacità di auto-organizzare tempi e modalità di lavoro. E' una libertà più apparente che reale: le responsabilità nella gestione dell'attività autonoma di fatto impongono quasi sempre dei ritmi di lavoro superiori a quelli del lavoratore dipendente. Questa tipologia di lavoro è quella che richiede e permette allo stesso tempo il massimo livello di autonomia operativa e di responsabilità. La remunerazione del lavoro è variabile ed è direttamente proporzionale alle capacità competitive e produttive dell'impresa;
  • l'accesso al lavoro autonomo è relativamente libero; per entrarvi bisogna generalmente aprire la Partita IVA e avviare l'attività secondo le modalità previste dalle diverse forme di lavoro autonomo: per il libero professionista e per le ditte individuali ad esempio basta l'iscrizione alla Camera di Commercio, a meno che non esista l'obbligo di appartenenza ad un Albo professionale; per le società sono necessarie procedure più complesse, e così via. Con l'avvio di un’impresa iniziano però anche le spese e quindi è importante partire solo se si ha la fondata convinzione di possedere i "numeri" necessari.

Come nei casi precedenti anche il lavoro autonomo presenta quindi dei lati positivi (la libertà di organizzazione del lavoro, la gratificazione personale ed economica in caso di riuscita, ecc.) ma anche dei lati problematici: il rischio di fallimento, la scarsa copertura sociale in caso di insuccesso (non esiste una cassa integrazione per lavoratori autonomi), la necessità di investire, e quindi di avere a disposizione, un capitale iniziale.

COME SI DIVENTA LAVORATORE AUTONOMO O PICCOLO IMPRENDITORE?

Avvio dell'attività autonoma previa costituzione della ditta o della società ed iscrizione alla Camera di Commercio, secondo le norme specifiche per ogni categoria di lavoro indipendente.

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