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I lavoratori "ad interim" o temporanei

Nel mondo del lavoro dipendente inteso in senso stretto si colloca infine una terza figura che esiste da molti decenni in molti paesi d’Europa e del mondo, ma solamente dal 1998 (dopo l’approvazione del regolamento applicativo della legge 196/97) in Italia: il lavoratore "ad interim", o interinale.

Nel lavoro interinale, che si distingue chiaramente dalle altre forme di lavoro temporaneo o occasionale, dipendente, parasubordinato o autonomo, i lavoratori vengono assunti da soggetti abilitati per legge alla fornitura di manodopera (le Agenzie di lavoro o collocamento temporaneo), per essere inviati ad eseguire la prestazione di lavoro (la "missione"), per un periodo di tempo determinato, presso altri soggetti, ovvero le imprese utilizzatrici.

L’assunzione del lavoratore ad interim da parte dell’Agenzia può avvenire tanto a tempo indeterminato (e quindi il lavoratore è sempre a disposizione, e logicamente viene inviato con una certa frequenza in missione, ma viene remunerato per le sole missioni effettuate) quanto a tempo determinato (corrispondente alla durata della missione, in una situazione che fa dell’Agenzia sostanzialmente un intermediario di manodopera occasionale).

Il lavoratore ad interim è un lavoratore subordinato che non esegue la sua prestazione a favore del suo datore di lavoro (che è comunque responsabile del suo salario e del rispetto delle normative che regolano il suo impiego), ma nei confronti di un’impresa terza, che gli fornisce le istruzioni e lo inserisce nella sua organizzazione, ma rimane legata solamente da un rapporto commerciale con l’Agenzia di collocamento temporaneo per gli aspetti collegati all’instaurazione della relazione lavorativa e alla remunerazione delle prestazioni effettuate dal lavoratore.

All’impresa utilizzatrice il lavoratore interinale costa un po’ di più del lavoratore che avrebbe assunto alle dipendenze, ma il risparmio avviene su altri piani: non vi è selezione del personale, non vi sono procedure da rispettare per l’attivazione e conclusione del rapporto di lavoro, non vi sono costi salariali eccedenti lo stretto tempo di utilizzo del lavoratore necessario.

Il contratto ad interim è una buona opportunità per i giovani che vogliono collocarsi sul mercato del lavoro e sono alle prime mosse. Permette di capire dal vivo cos’è un’azienda, è una scuola accelerata di adattamento a contesti lavorativi diversi, può permettere l’accumulo di una prima serie di esperienze certificabili di lavoro, spendibili nella costruzione del proprio curriculum: non è poco, se pensiamo alla condizione di molti giovani alle prese con la ricerca di primo impiego.

COME SI DIVENTA LAVORATORE AD INTERIM?
Rapporto diretto di valutazione individuale tra l’Agenzia di lavoro temporaneo e l'aspirante lavoratore ad interim; l’Agenzia provvede ad assumere il lavoratore e ad avviarlo al posto di lavoro (nell’impresa utilizzatrice). A certe condizioni l’assunzione da parte dell’Agenzia genera direttamente alcuni vantaggi: si può mantenere l’iscrizione alle liste di mobilità e il diritto alle prestazioni connesse, e se si viene assunti a tempo indeterminato dall’Agenzia si ha diritto ad un’indennità di disponibilità (sulla base del CCNL del lavoro interinale).