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Il
colloquio
Il colloquio rappresenta l'atteso risultato positivo finale
di tutta la campagna di ricerca fino ad ora illustrata. E'
certamente un momento molto importante, ma che non va caricato
di eccessive tensioni che potrebbero alla fine renderlo più
difficile. Come sempre, una buona preparazione preliminare
ti potrà aiutare molto.
Vediamo innanzitutto perché sei stato convocato al colloquio.
Se la convocazione avviene in seguito ad un annuncio da parte
dell'azienda o dell'agenzia di selezione del personale, la
tua strategia deve essere mirata a dimostrare che sei proprio
tu la persona più indicata per il posto che l'azienda vuole
ricoprire.
In questo caso i termini del problema sono piuttosto precisi:
le esigenze dell'azienda sono già definite e spetta a te cercare
di corrispondere il meglio possibile, valorizzando gli opportuni
aspetti del tuo curriculum vitae o della tua personalità.
A volte, se il numero dei candidati è molto elevato, il colloquio
individuale può essere preceduto dalla somministrazione di
test psicoattitudinali che permettano una prima selezione.
Se la convocazione avviene invece in seguito ad una tua autocandidatura,
dovrai cercare di dimostrare all'azienda l'utilità della tua
presenza ai fini del suo sviluppo: perché un'azienda che fino
a quel momento ha vissuto senza di te dovrebbe avvantaggiarsi
dalla tua presenza? Anche in questo caso dovrai giocare sugli
elementi del tuo curriculum, ma lo potrai fare efficacemente
solo se sarai a conoscenza dei bisogni dell'azienda che ti
ha concesso il colloquio.
Il colloquio va quindi adeguatamente preparato, approfondendo
in particolare i seguenti aspetti:
- informati,
se non lo hai già fatto prima, sull'azienda che ti ha convocato,
sulla sua produzione, sulla posizione di mercato, sulla
dimensione del fatturato e degli occupati, sulle prospettive
di espansione, ecc. Per fare questo torna ed essere di grande
importanza la rete relazionale di cui abbiamo più volte
parlato;
- preparati
una scaletta dei vari argomenti da affrontare, dei tuoi
punti forti da valorizzare. Certamente prima o poi durante
il colloquio ti verrà lasciata la possibilità di impostare
autonomamente il discorso (ad esempio, ti verrà chiesto
di presentarti, anche se brevemente). E' importante sfruttare
tali momenti per porre in evidenza i lati positivi del tuo
bagaglio scolastico, professionale e personale; quindi prova
a mettere per iscritto tali punti, dai loro un ordine logico,
esercitati ad esporli cercando di usare un tempo compreso
tra i 2 e i 5 minuti (cronometrati! vedrai che non è così
semplice come sembra); chiarisciti le idee su quello che
vuoi ottenere (ad esempio prima o poi si giungerà a parlare
anche di soldi: quale è il livello minimo sotto il quale
non accetteresti il lavoro? quale è il massimo che ragionevolmente
potresti ottenere?);
- preparati
a rispondere a tutte le possibili domande che ti potranno
essere fatte: alcune possono essere delicate (ad esempio,
come mai sei stato precedentemente licenziato o sei stato
bocciato un anno a scuola, ecc.), altre possono essere veri
e propri "colpi proibiti" (ad esempio chiedere le tue opinioni
politiche, se sei orientato ad iscriverti ad un sindacato,
se hai intenzione di avere dei figli, ecc.). In tutti questi
casi devi essere già esercitato a rispondere in maniera
convincente o a sviare la domanda inopportuna senza per
questo porti in posizione di rottura con l'interlocutore;
- allenati
a gestire anche la tua comunicazione non verbale: il modo
di gesticolare, di muoverti, l'espressione del tuo volto
e della tua voce, sono tutti elementi di cui spesso siamo
completamente inconsapevoli ma che, agli occhi di un esperto
selezionatore, possono dire molto. Con questo non vogliamo
suggerirti di mascherare o di modificare la tua personalità
ed il tuo modo di agire: si tratta solo di prendere coscienza
e di imparare a gestire dei codici di comunicazione di cui
spesso non siamo coscienti. Ad esempio una sicura stretta
di mano all'inizio e fine del colloquio, come pure uno sguardo
non sfuggente ma nemmeno troppo diretto, sono segnali che
possono influire non poco sull'effetto finale;
- durante
il primo colloquio è bene fare le domande necessarie per
capire esattamente di che opportunità lavorativa si tratta,
ma senza essere troppo invadente, in quanto è il selezionatore
a "condurre il gioco": soprattutto non mettere al primo
posto il problema del trattamento economico. Se giungi invece
ad un secondo colloquio, che in genere assume un carattere
più tecnico, allora sarai pienamente giustificato nel fare
tutte le domande che ritieni utili per sviscerare i vari
aspetti del possibile rapporto di lavoro, compreso quello
economico. Se infine giungi ad una concreta proposta di
assunzione, potrai se lo ritieni chiedere una piccola pausa
di riflessione (massimo 24-48 ore) prima di decidere. Tale
pausa sarà particolarmente utile se ti viene sottoposta
una qualche forma di contratto da sottoscrivere. In questo
caso ti conviene richiedere una copia del documento da rileggere
a casa con calma, e possibilmente da sottoporre all'esame
di qualche persona più esperta di te (se non c'è nulla da
nascondere, il tuo interlocutore non avrà nulla da eccepire
su questo; se fa resistenza, allora è ancora più necessario
che tu abbia la possibilità di esaminarlo con calma).
 
Scheda Operativa:
SIMULIAMO UN COLLOQUIO DI SELEZIONE
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