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Le tipologie di lavoro possibili
Strumenti e strategie di ricerca del lavoro
Cosa fare per iniziare: organizza un piano di lavoro
L'assunzione nel settore privato
Come venire a conoscenza della domanda di lavoro
Come far sapere che stai cercando lavoro: l'autocandidatura
L'inserzione di un annuncio economico sulla stampa
L'inserimento del curriculum vitae nelle banche dati
La spedizione di lettere di presentazione e di curriculum vitae
Il colloquio
L'assunzione nel pubblico impiego
E… se il lavoro me lo inventassi?
Vademecum per l'autoimprenditorialità
Ho trovato lavoro!
Le parole chiave
 

Il colloquio

Il colloquio rappresenta l'atteso risultato positivo finale di tutta la campagna di ricerca fino ad ora illustrata. E' certamente un momento molto importante, ma che non va caricato di eccessive tensioni che potrebbero alla fine renderlo più difficile. Come sempre, una buona preparazione preliminare ti potrà aiutare molto.

Vediamo innanzitutto perché sei stato convocato al colloquio. Se la convocazione avviene in seguito ad un annuncio da parte dell'azienda o dell'agenzia di selezione del personale, la tua strategia deve essere mirata a dimostrare che sei proprio tu la persona più indicata per il posto che l'azienda vuole ricoprire.

In questo caso i termini del problema sono piuttosto precisi: le esigenze dell'azienda sono già definite e spetta a te cercare di corrispondere il meglio possibile, valorizzando gli opportuni aspetti del tuo curriculum vitae o della tua personalità. A volte, se il numero dei candidati è molto elevato, il colloquio individuale può essere preceduto dalla somministrazione di test psicoattitudinali che permettano una prima selezione.

Se la convocazione avviene invece in seguito ad una tua autocandidatura, dovrai cercare di dimostrare all'azienda l'utilità della tua presenza ai fini del suo sviluppo: perché un'azienda che fino a quel momento ha vissuto senza di te dovrebbe avvantaggiarsi dalla tua presenza? Anche in questo caso dovrai giocare sugli elementi del tuo curriculum, ma lo potrai fare efficacemente solo se sarai a conoscenza dei bisogni dell'azienda che ti ha concesso il colloquio.

Il colloquio va quindi adeguatamente preparato, approfondendo in particolare i seguenti aspetti:

  • informati, se non lo hai già fatto prima, sull'azienda che ti ha convocato, sulla sua produzione, sulla posizione di mercato, sulla dimensione del fatturato e degli occupati, sulle prospettive di espansione, ecc. Per fare questo torna ed essere di grande importanza la rete relazionale di cui abbiamo più volte parlato;
  • preparati una scaletta dei vari argomenti da affrontare, dei tuoi punti forti da valorizzare. Certamente prima o poi durante il colloquio ti verrà lasciata la possibilità di impostare autonomamente il discorso (ad esempio, ti verrà chiesto di presentarti, anche se brevemente). E' importante sfruttare tali momenti per porre in evidenza i lati positivi del tuo bagaglio scolastico, professionale e personale; quindi prova a mettere per iscritto tali punti, dai loro un ordine logico, esercitati ad esporli cercando di usare un tempo compreso tra i 2 e i 5 minuti (cronometrati! vedrai che non è così semplice come sembra); chiarisciti le idee su quello che vuoi ottenere (ad esempio prima o poi si giungerà a parlare anche di soldi: quale è il livello minimo sotto il quale non accetteresti il lavoro? quale è il massimo che ragionevolmente potresti ottenere?);
  • preparati a rispondere a tutte le possibili domande che ti potranno essere fatte: alcune possono essere delicate (ad esempio, come mai sei stato precedentemente licenziato o sei stato bocciato un anno a scuola, ecc.), altre possono essere veri e propri "colpi proibiti" (ad esempio chiedere le tue opinioni politiche, se sei orientato ad iscriverti ad un sindacato, se hai intenzione di avere dei figli, ecc.). In tutti questi casi devi essere già esercitato a rispondere in maniera convincente o a sviare la domanda inopportuna senza per questo porti in posizione di rottura con l'interlocutore;
  • allenati a gestire anche la tua comunicazione non verbale: il modo di gesticolare, di muoverti, l'espressione del tuo volto e della tua voce, sono tutti elementi di cui spesso siamo completamente inconsapevoli ma che, agli occhi di un esperto selezionatore, possono dire molto. Con questo non vogliamo suggerirti di mascherare o di modificare la tua personalità ed il tuo modo di agire: si tratta solo di prendere coscienza e di imparare a gestire dei codici di comunicazione di cui spesso non siamo coscienti. Ad esempio una sicura stretta di mano all'inizio e fine del colloquio, come pure uno sguardo non sfuggente ma nemmeno troppo diretto, sono segnali che possono influire non poco sull'effetto finale;
  • durante il primo colloquio è bene fare le domande necessarie per capire esattamente di che opportunità lavorativa si tratta, ma senza essere troppo invadente, in quanto è il selezionatore a "condurre il gioco": soprattutto non mettere al primo posto il problema del trattamento economico. Se giungi invece ad un secondo colloquio, che in genere assume un carattere più tecnico, allora sarai pienamente giustificato nel fare tutte le domande che ritieni utili per sviscerare i vari aspetti del possibile rapporto di lavoro, compreso quello economico. Se infine giungi ad una concreta proposta di assunzione, potrai se lo ritieni chiedere una piccola pausa di riflessione (massimo 24-48 ore) prima di decidere. Tale pausa sarà particolarmente utile se ti viene sottoposta una qualche forma di contratto da sottoscrivere. In questo caso ti conviene richiedere una copia del documento da rileggere a casa con calma, e possibilmente da sottoporre all'esame di qualche persona più esperta di te (se non c'è nulla da nascondere, il tuo interlocutore non avrà nulla da eccepire su questo; se fa resistenza, allora è ancora più necessario che tu abbia la possibilità di esaminarlo con calma).


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