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Questa proposta
ha lo scopo di farti prendere confidenza con la situazione del colloquio
di selezione, senza essere costretto a "bruciare" i primi colloqui che
ti conquisterai solo per imparare "i trucchi" del mestiere.
Per fare questo proveremo a simulare in anticipo questa condizione: la
simulazione richiede ai partecipanti di calarsi in una situazione reale
attraverso l'assunzione da parte dei diversi componenti del gruppo di
ruoli che la simulazione stessa prevede. Proprio perché permette di vivere
una condizione reale potenzialmente problematica in una situazione protetta
e simulata, è in grado di insegnarci il comportamento migliore da tenere.
Per poter realizzare questa esperienza è necessario essere in un gruppo
di almeno 5-6 persone. Una persona, meglio se l'animatore o l'insegnante
se presenti, assumeranno il ruolo di conduttori. All'interno del gruppo
ci si alternerà , a rotazione, nei seguenti ruoli:
- un primo
"attore" interpreterà la parte del selezionatore del personale: il suo
obiettivo è quindi quello di ottenere tutte le informazioni necessarie
per poter valutare il candidato;
- un secondo
"attore" assumerà la parte del candidato. Più che recitare dovrà esercitarsi
nel gestire una situazione che un domani sarà reale; per questo motivo
è opportuno che prima abbia stilato il suo curriculum vitae e seguito
i consigli su come prepararsi al colloquio;
- gli altri
partecipanti assumeranno il ruolo di osservatori esterni che non potranno
prendere parte attiva alla simulazione ma saranno molto utili nella
successiva fase di discussione;
In secondo
luogo il conduttore fissa le regole del gioco:
- fissa
un tempo massimo, ad esempio 15 minuti;
- definisce,
assieme al gruppo, l'identikit dell'azienda cui appartiene il simulatore,
individuando in particolare la posizione lavorativa che dovrebbe essere
assegnata al neo-assunto e su cui dovrebbe vertere il colloquio;
- definisce,
assieme al primo attore, quale sarà l'atteggiamento che deve mantenere:
il selezionatore "buono", quello cioè che, con aria comprensiva e amichevole,
riesce comunque a carpire tutte le informazioni che gli necessitano;
il selezionatore "cattivo", con un atteggiamento cioè teso a mettere
in difficoltà il candidato, a farlo sentire un sottomesso, ecc.; il
selezionatore "annoiato", che sta svolgendo il suo lavoro per routine
e non per interesse, e che quindi è difficile da "risvegliare" sul proprio
caso.
A questo
punto il gioco potrà iniziare. Il selezionatore dovrà svolgere il suo
ruolo ponendo varie domande. Di seguito forniamo un elenco base di domande
sulle quali vale la pena che ogni candidato provi ad esercitarsi:
Domande personali:
- quali
sono i suoi obiettivi professionali;
- come passa
il suo tempo libero;
- mi parli
della sua famiglia;
- quali
sono le sue prospettive familiari? ha intenzione di avere figli (specie
se il candidato è una donna)?
- quali
sono i principali difetti e pregi del suo carattere;
- quale
è il suo lavoro ideale;
- cosa ne
pensa dell'attuale situazione politica;
Domande professionali:
- riassuma
brevemente il suo curriculum;
- che materie
di studio preferisce;
- perché
sta cercando un lavoro;
- quali
sono le sue principali capacità professionali e dove si sente meno sicuro;
- è mai
stato bocciato e perché;
- preferisce
lavorare da solo o in gruppo;
Domande relative
al lavoro proposto:
- quali
sono le ragioni per le quali dovremmo assumerla
- cosa si
aspetta da questo lavoro;
- che cosa
pensa di avere più degli altri candidati;
- quanto
pensa di guadagnare;
- non le
sembra di avere poca esperienza lavorativa?
(Alcune delle domande personali sono domande "proibite" ma è utile allenarsi
ad aggirarle senza rispondere in malo modo).
Al termine
del tempo concesso, si passerà a raccogliere le osservazioni, prima degli
attori e successivamente di tutto il gruppo, sull'andamento del colloquio.
In particolare il gruppo sarà chiamato a discutere sui seguenti elementi:
- il contenuto
delle domande e delle risposte: erano coerenti tra loro? erano precise?
- l'espressione:
l'esposizione è stata chiara? esauriente? convincente? vi sono stati
momenti di esitazione, di silenzio? vi sono state ripetizioni?
- l'atteggiamento:
la posizione del corpo, il tono della voce, lo sguardo, la mimica facciale,...
E' importante
che questo gioco venga ripetuto più volte, in maniera di dare la possibilità
ad ognuno di esercitarsi nei vari ruoli, imparando dall'esperienza precedente
e cercando di trovare atteggiamenti più convincenti.
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