Scheda Operativa # 15
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  Simuliamo un Colloquio di Selezione  
     
 


Questa proposta ha lo scopo di farti prendere confidenza con la situazione del colloquio di selezione, senza essere costretto a "bruciare" i primi colloqui che ti conquisterai solo per imparare "i trucchi" del mestiere.

Per fare questo proveremo a simulare in anticipo questa condizione: la simulazione richiede ai partecipanti di calarsi in una situazione reale attraverso l'assunzione da parte dei diversi componenti del gruppo di ruoli che la simulazione stessa prevede. Proprio perché permette di vivere una condizione reale potenzialmente problematica in una situazione protetta e simulata, è in grado di insegnarci il comportamento migliore da tenere.

Per poter realizzare questa esperienza è necessario essere in un gruppo di almeno 5-6 persone. Una persona, meglio se l'animatore o l'insegnante se presenti, assumeranno il ruolo di conduttori. All'interno del gruppo ci si alternerà , a rotazione, nei seguenti ruoli:

  • un primo "attore" interpreterà la parte del selezionatore del personale: il suo obiettivo è quindi quello di ottenere tutte le informazioni necessarie per poter valutare il candidato;
  • un secondo "attore" assumerà la parte del candidato. Più che recitare dovrà esercitarsi nel gestire una situazione che un domani sarà reale; per questo motivo è opportuno che prima abbia stilato il suo curriculum vitae e seguito i consigli su come prepararsi al colloquio;
  • gli altri partecipanti assumeranno il ruolo di osservatori esterni che non potranno prendere parte attiva alla simulazione ma saranno molto utili nella successiva fase di discussione;

In secondo luogo il conduttore fissa le regole del gioco:

  • fissa un tempo massimo, ad esempio 15 minuti;
  • definisce, assieme al gruppo, l'identikit dell'azienda cui appartiene il simulatore, individuando in particolare la posizione lavorativa che dovrebbe essere assegnata al neo-assunto e su cui dovrebbe vertere il colloquio;
  • definisce, assieme al primo attore, quale sarà l'atteggiamento che deve mantenere: il selezionatore "buono", quello cioè che, con aria comprensiva e amichevole, riesce comunque a carpire tutte le informazioni che gli necessitano; il selezionatore "cattivo", con un atteggiamento cioè teso a mettere in difficoltà il candidato, a farlo sentire un sottomesso, ecc.; il selezionatore "annoiato", che sta svolgendo il suo lavoro per routine e non per interesse, e che quindi è difficile da "risvegliare" sul proprio caso.

A questo punto il gioco potrà iniziare. Il selezionatore dovrà svolgere il suo ruolo ponendo varie domande. Di seguito forniamo un elenco base di domande sulle quali vale la pena che ogni candidato provi ad esercitarsi:

Domande personali:

  • quali sono i suoi obiettivi professionali;
  • come passa il suo tempo libero;
  • mi parli della sua famiglia;
  • quali sono le sue prospettive familiari? ha intenzione di avere figli (specie se il candidato è una donna)?
  • quali sono i principali difetti e pregi del suo carattere;
  • quale è il suo lavoro ideale;
  • cosa ne pensa dell'attuale situazione politica;

Domande professionali:

  • riassuma brevemente il suo curriculum;
  • che materie di studio preferisce;
  • perché sta cercando un lavoro;
  • quali sono le sue principali capacità professionali e dove si sente meno sicuro;
  • è mai stato bocciato e perché;
  • preferisce lavorare da solo o in gruppo;

Domande relative al lavoro proposto:

  • quali sono le ragioni per le quali dovremmo assumerla
  • cosa si aspetta da questo lavoro;
  • che cosa pensa di avere più degli altri candidati;
  • quanto pensa di guadagnare;
  • non le sembra di avere poca esperienza lavorativa?
    (Alcune delle domande personali sono domande "proibite" ma è utile allenarsi ad aggirarle senza rispondere in malo modo).

Al termine del tempo concesso, si passerà a raccogliere le osservazioni, prima degli attori e successivamente di tutto il gruppo, sull'andamento del colloquio. In particolare il gruppo sarà chiamato a discutere sui seguenti elementi:

  • il contenuto delle domande e delle risposte: erano coerenti tra loro? erano precise?
  • l'espressione: l'esposizione è stata chiara? esauriente? convincente? vi sono stati momenti di esitazione, di silenzio? vi sono state ripetizioni?
  • l'atteggiamento: la posizione del corpo, il tono della voce, lo sguardo, la mimica facciale,...

E' importante che questo gioco venga ripetuto più volte, in maniera di dare la possibilità ad ognuno di esercitarsi nei vari ruoli, imparando dall'esperienza precedente e cercando di trovare atteggiamenti più convincenti.