Scheda Operativa # 9
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  Le Caratteristiche delle Posizioni Professionali  
     
 

 

Tre storie... un lavoro... tanti percorsi

  1. Giovanni è nato a Preone. La montagna gli è sempre piaciuta e così curare i campi. Per lui era naturale scegliere una formazione che lo mettesse in grado di lavorare a contatto con la natura. Ha accettato volentieri di spostarsi per studiare e senza difficoltà ha conquistato il suo diploma di perito agrario. Giovanni è sbarcato sull'Isola del Lavoro ormai da qualche anno, con in tasca il suo diploma. Per trovare lavoro ha dovuto faticare un po': prima si è guardato in giro nelle "sue" valli: ci sarebbero anche tante possibilità di far qualcosa, ma di aziende in grado di offrirgli un posto non ne ha trovate. Così ha deciso di riprendere la strada. Dapprima ha bussato a molte porte, si è dato da fare per contattare le maggiori aziende agricole della regione. Poi si è imbattuto un giorno, girando per Udine, dalle parti di viale Ungheria (anzi in una via laterale, di cui non ricorda il nome) in una grande scritta, nuova di zecca: avevano aperto un nuovo "negozio", ma non si vendevano fiori, libri o computer: c'era scritto "lavoro temporaneo". E' entrato, con un po' di diffidenza, ha sostenuto un colloquio, gli hanno fatto riempire un formulario, con una specie di curriculum vitae (certo non aveva ancora grande esperienza da offrire, ma la sua buona voglia sicuramente sì). Gli hanno promesso che si sarebbero fatti vivi loro (e a quel punto aveva proprio la sensazione di essere stato fregato ancora una volta). Dopo una ventina di giorni, invece, lo hanno richiamato: c'era un posto, in una grande azienda agricola nel Collio, specializzata nel comparto viti-vinicolo, un contratto di "lavoro interinale". Giovanni non era sicuro di aver capito bene il nome di quello strano contratto, ma poi arrivato in azienda ha compreso che si trattava, in sostanza, di un lavoro a tempo determinato: per ora un mese, doveva sostituire un dipendente che si era infortunato. Il salario glielo avrebbe pagato l'Agenzia cui si era rivolto (che strano, pensò), ma per tutto il resto avrebbe potuto far capo a Giuseppe, il "capo", che gli avrebbe insegnato il mestiere. All'inizio si è trovato un po' in difficoltà: nei primi giorni dipendeva quasi totalmente dal tecnico più anziano ed esperto. Ma Giovanni è svelto a imparare. Trascorso il mese del contratto gli hanno dato la possibilità di rinnovarlo, per altri due mesi. Lo hanno assegnato al controllo di qualità della produzione vinicola, e qui il lavoro non mancava di certo. L'annata precedente era andata molto bene e se ne profilava una eccezionale: quel posto temporaneo poteva divenire fisso. Così Giovanni ha salutato e ringraziato quei giovani "collocatori" conosciuti a Udine per caso un pomeriggio, e ha firmato il suo contratto di lavoro in azienda. Della montagna non si è dimenticato, ma intanto fa la sua vita e accumula esperienza, poi si vedrà. Ha assunto sempre maggiore autonomia di manovra ed oggi risponde del suo operato direttamente al direttore dell'azienda. Col tempo potrà addirittura ambire a diventare responsabile tecnico di tutta l'azienda. Il lavoro richiede un costante impegno: occorre aggiornarsi continuamente sulle nuove tecnologie, nel periodo della vendemmia non esistono orari da rispettare; però gli dà anche molte soddisfazioni: la crescita professionale e di carriera, possedere un'autonomia decisionale.

  2. Anna è nata a Monfalcone. E' stata una delle poche ragazze a frequentare l'Istituto Tecnico Agrario. Lo aveva scelto perché le piace stare a contatto con la natura, ama le piante e gli animali, le domeniche in montagna, ma le sue abitudini sono un po' più "cittadine". Quando la scuola è finita, ha cercato lavoro in varie direzioni: le imprese private, la pubblica amministrazione, ecc. Aveva anche partecipato ad un concorso pubblico indetto dalla Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia per un posto alla Direzione Regionale dell'Agricoltura. Pur non nutrendo grandi speranze, si era preparata con scrupolo, ed infatti si è guadagnata un buon posto nelle graduatorie finali. Qualche mese dopo è stata quindi chiamata a lavorare nella sede di Udine dell'Ispettorato Provinciale dell'Agricoltura. Il lavoro ha aspetti positivi e negativi: l'attività in ufficio è piuttosto ripetitiva, ma almeno è a contatto con molte persone; spesso inoltre deve svolgere dei sopralluoghi presso le aziende agricole, la cosa che le piace di più. Certo non può permettersi dei colpi di follia: le sue competenze sono molto precise e non può pensare di invadere il campo di responsabilità di qualche altro collega od ufficio. In compenso è un lavoro che le dà la possibilità di programmare la sua vita: l'orario è stabilito in modo rigido, può prevedere per tempo i periodi di ferie, ecc. Certo non ha grandi prospettive per il futuro: per fare carriera dovrà aspettare che venga indetto un nuovo concorso, anche se per ambire ad un posto di responsabilità sarebbe necessario possedere un titolo di studio universitario. Spera un giorno di tornare più vicino a casa, magari facendosi trasferire in qualche ufficio regionale di Trieste. Ma non sarà facile, i posti sono pochi. Le sue amiche, però, la considerano fortunata e Anna non è tipo da "colpi di testa".

  3. Paolo, infine, è nato a Manzano. Lui conosce bene i sentieri che conducono verso il Carso e la Slovenia. Non ha mai amato l'idea di cercare lavoro in ferrovia o in qualche centro commerciale messo su per attirare i turisti, come molti suoi amici del paese. Così al momento di scegliere la scuola superiore ha fatto anche lui i conti con la sua voglia di aria aperta, iscrivendosi all'Istituto Agrario. Ha concluso da poco la scuola. Per mesi ha cercato lavoro, ma senza grandi risultati: nell'amministrazione pubblica i concorsi sono bloccati, ed anche le aziende agricole ci pensano molto prima di assumere nuovo personale. Per fortuna non si è scoraggiato e si è dato comunque da fare. La sua grande passione sono le piante ornamentali ed i giardini: perché non trasformarla in una opportunità di lavoro? Già da qualche tempo era diventato un "consulente" di successo per gli amici di famiglia che dovevano sistemare il giardino. Sei mesi fa un'azienda di giardinaggio gli ha offerto un posto di lavoro un po' "speciale": ti diamo un contratto, gli hanno detto, ma non avrai orario, né un posto di lavoro; ti chiameremo quando avremo bisogno, sarai nostro "consulente", per intanto apriti una "partita IVA", perché ogni mese dovrai fatturarci le tue prestazioni come "collaboratore". All'inizio Paolo non ci ha capito un granché, gli sembrava di lavorare più o meno come gli altri, e persino di guadagnare di più. Al primo versamento IVA, però, ha iniziato a capire: non tutto quello che gli davano sarebbe rimasto a lui (e ancora non erano arrivate le prime tasse da saldare!). Ma tant'è che si è appassionato a questa sua condizione di collaboratore "coordinato e continuativo". A tutti diceva, però, di essere un lavoratore "autonomo" e quando il suo amico commercialista lo chiamava per scherzo "parasubordinato" un po' gli dava fastidio. Mettendo a frutto questa prima esperienza, dopo un paio di anni, è tornato a Manzano e ha finalmente aperto una sua piccola società, che si occupa sia di progettazione del verde che di commercio di piante ornamentali: non un vero e proprio vivaio, ma piuttosto un servizio di qualità per procurare piante particolari, rare e preziose, a clienti appassionati e competenti (si è fatto conoscere via Internet, e stare a Manzano non è in questo uno svantaggio). Certo, agli inizi è stata dura. Lo stress è notevole per chi ha sulle spalle tutta la responsabilità di un'impresa, anche se piccola: farsi conoscere dai potenziali clienti, stabilire accordi con i fornitori, seguire la progettazione e le consegne delle piante ordinate. Il primo anno è stato negativo da un punto di vista economico, ma era prevedibile: tante spese e pochi incassi. Oggi va meglio e la sua attività si è stabilizzata su un giro di affari che gli permetterà, nei prossimi anni, di realizzare un ulteriore investimento costruendo una serra nella quale produrre in proprio alcune particolari specie ornamentali. E' un'attività che gli piace molto e che gli dà molte soddisfazioni: questo è importante perché gli permette di sopportare meglio i ritmi di lavoro molto pesanti - nei periodi di punta lavora anche 12 ore al giorno - e le preoccupazione legate ai problemi quotidiani di gestione di un'impresa.


Prova a rileggere il testo introduttivo e cerca di raccogliere le informazioni necessarie per riempire la seguente tabella:

Giovanni Anna Paolo
In quale tipo di azienda lavora?      
Quale è il livello di autonomia?      
Quale è livello di responsabilità?      
Quale è il livello di coinvolgimento personale?      
Quali sono le prospettive di affermazione?      
Quale è l'orario di lavoro?      
Come definiresti il suo rapporto di lavoro?      
Come ha trovato il lavoro?      
In quale delle tre situazioni lavorative ti troveresti più a tuo agio?      



Se svolgi il lavoro in classe o insieme a dei compagni, prova a confrontare con gli altri le risposte che hai dato ed in particolare cerca di motivare la risposta all'ultima domanda.