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Tre storie...
un lavoro... tanti percorsi
- Giovanni
è nato a Preone. La montagna gli è sempre piaciuta e così curare i campi.
Per lui era naturale scegliere una formazione che lo mettesse in grado
di lavorare a contatto con la natura. Ha accettato volentieri di spostarsi
per studiare e senza difficoltà ha conquistato il suo diploma di perito
agrario. Giovanni è sbarcato sull'Isola del Lavoro ormai da qualche
anno, con in tasca il suo diploma. Per trovare lavoro ha dovuto faticare
un po': prima si è guardato in giro nelle "sue" valli: ci sarebbero
anche tante possibilità di far qualcosa, ma di aziende in grado di offrirgli
un posto non ne ha trovate. Così ha deciso di riprendere la strada.
Dapprima ha bussato a molte porte, si è dato da fare per contattare
le maggiori aziende agricole della regione. Poi si è imbattuto un giorno,
girando per Udine, dalle parti di viale Ungheria (anzi in una via laterale,
di cui non ricorda il nome) in una grande scritta, nuova di zecca: avevano
aperto un nuovo "negozio", ma non si vendevano fiori, libri o computer:
c'era scritto "lavoro temporaneo". E' entrato, con un po' di diffidenza,
ha sostenuto un colloquio, gli hanno fatto riempire un formulario, con
una specie di curriculum vitae (certo non aveva ancora grande esperienza
da offrire, ma la sua buona voglia sicuramente sì). Gli hanno promesso
che si sarebbero fatti vivi loro (e a quel punto aveva proprio la sensazione
di essere stato fregato ancora una volta). Dopo una ventina di giorni,
invece, lo hanno richiamato: c'era un posto, in una grande azienda agricola
nel Collio, specializzata nel comparto viti-vinicolo, un contratto di
"lavoro interinale". Giovanni non era sicuro di aver capito bene il
nome di quello strano contratto, ma poi arrivato in azienda ha compreso
che si trattava, in sostanza, di un lavoro a tempo determinato: per
ora un mese, doveva sostituire un dipendente che si era infortunato.
Il salario glielo avrebbe pagato l'Agenzia cui si era rivolto (che strano,
pensò), ma per tutto il resto avrebbe potuto far capo a Giuseppe, il
"capo", che gli avrebbe insegnato il mestiere. All'inizio si è trovato
un po' in difficoltà: nei primi giorni dipendeva quasi totalmente dal
tecnico più anziano ed esperto. Ma Giovanni è svelto a imparare. Trascorso
il mese del contratto gli hanno dato la possibilità di rinnovarlo, per
altri due mesi. Lo hanno assegnato al controllo di qualità della produzione
vinicola, e qui il lavoro non mancava di certo. L'annata precedente
era andata molto bene e se ne profilava una eccezionale: quel posto
temporaneo poteva divenire fisso. Così Giovanni ha salutato e ringraziato
quei giovani "collocatori" conosciuti a Udine per caso un pomeriggio,
e ha firmato il suo contratto di lavoro in azienda. Della montagna non
si è dimenticato, ma intanto fa la sua vita e accumula esperienza, poi
si vedrà. Ha assunto sempre maggiore autonomia di manovra ed oggi risponde
del suo operato direttamente al direttore dell'azienda. Col tempo potrà
addirittura ambire a diventare responsabile tecnico di tutta l'azienda.
Il lavoro richiede un costante impegno: occorre aggiornarsi continuamente
sulle nuove tecnologie, nel periodo della vendemmia non esistono orari
da rispettare; però gli dà anche molte soddisfazioni: la crescita professionale
e di carriera, possedere un'autonomia decisionale.
- Anna è
nata a Monfalcone. E' stata una delle poche ragazze a frequentare l'Istituto
Tecnico Agrario. Lo aveva scelto perché le piace stare a contatto con
la natura, ama le piante e gli animali, le domeniche in montagna, ma
le sue abitudini sono un po' più "cittadine". Quando la scuola è finita,
ha cercato lavoro in varie direzioni: le imprese private, la pubblica
amministrazione, ecc. Aveva anche partecipato ad un concorso pubblico
indetto dalla Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia per un posto alla
Direzione Regionale dell'Agricoltura. Pur non nutrendo grandi speranze,
si era preparata con scrupolo, ed infatti si è guadagnata un buon posto
nelle graduatorie finali. Qualche mese dopo è stata quindi chiamata
a lavorare nella sede di Udine dell'Ispettorato Provinciale dell'Agricoltura.
Il lavoro ha aspetti positivi e negativi: l'attività in ufficio è piuttosto
ripetitiva, ma almeno è a contatto con molte persone; spesso inoltre
deve svolgere dei sopralluoghi presso le aziende agricole, la cosa che
le piace di più. Certo non può permettersi dei colpi di follia: le sue
competenze sono molto precise e non può pensare di invadere il campo
di responsabilità di qualche altro collega od ufficio. In compenso è
un lavoro che le dà la possibilità di programmare la sua vita: l'orario
è stabilito in modo rigido, può prevedere per tempo i periodi di ferie,
ecc. Certo non ha grandi prospettive per il futuro: per fare carriera
dovrà aspettare che venga indetto un nuovo concorso, anche se per ambire
ad un posto di responsabilità sarebbe necessario possedere un titolo
di studio universitario. Spera un giorno di tornare più vicino a casa,
magari facendosi trasferire in qualche ufficio regionale di Trieste.
Ma non sarà facile, i posti sono pochi. Le sue amiche, però, la considerano
fortunata e Anna non è tipo da "colpi di testa".
- Paolo,
infine, è nato a Manzano. Lui conosce bene i sentieri che conducono
verso il Carso e la Slovenia. Non ha mai amato l'idea di cercare lavoro
in ferrovia o in qualche centro commerciale messo su per attirare i
turisti, come molti suoi amici del paese. Così al momento di scegliere
la scuola superiore ha fatto anche lui i conti con la sua voglia di
aria aperta, iscrivendosi all'Istituto Agrario. Ha concluso da poco
la scuola. Per mesi ha cercato lavoro, ma senza grandi risultati: nell'amministrazione
pubblica i concorsi sono bloccati, ed anche le aziende agricole ci pensano
molto prima di assumere nuovo personale. Per fortuna non si è scoraggiato
e si è dato comunque da fare. La sua grande passione sono le piante
ornamentali ed i giardini: perché non trasformarla in una opportunità
di lavoro? Già da qualche tempo era diventato un "consulente" di successo
per gli amici di famiglia che dovevano sistemare il giardino. Sei mesi
fa un'azienda di giardinaggio gli ha offerto un posto di lavoro un po'
"speciale": ti diamo un contratto, gli hanno detto, ma non avrai orario,
né un posto di lavoro; ti chiameremo quando avremo bisogno, sarai nostro
"consulente", per intanto apriti una "partita IVA", perché ogni mese
dovrai fatturarci le tue prestazioni come "collaboratore". All'inizio
Paolo non ci ha capito un granché, gli sembrava di lavorare più o meno
come gli altri, e persino di guadagnare di più. Al primo versamento
IVA, però, ha iniziato a capire: non tutto quello che gli davano sarebbe
rimasto a lui (e ancora non erano arrivate le prime tasse da saldare!).
Ma tant'è che si è appassionato a questa sua condizione di collaboratore
"coordinato e continuativo". A tutti diceva, però, di essere un lavoratore
"autonomo" e quando il suo amico commercialista lo chiamava per scherzo
"parasubordinato" un po' gli dava fastidio. Mettendo a frutto questa
prima esperienza, dopo un paio di anni, è tornato a Manzano e ha finalmente
aperto una sua piccola società, che si occupa sia di progettazione del
verde che di commercio di piante ornamentali: non un vero e proprio
vivaio, ma piuttosto un servizio di qualità per procurare piante particolari,
rare e preziose, a clienti appassionati e competenti (si è fatto conoscere
via Internet, e stare a Manzano non è in questo uno svantaggio). Certo,
agli inizi è stata dura. Lo stress è notevole per chi ha sulle spalle
tutta la responsabilità di un'impresa, anche se piccola: farsi conoscere
dai potenziali clienti, stabilire accordi con i fornitori, seguire la
progettazione e le consegne delle piante ordinate. Il primo anno è stato
negativo da un punto di vista economico, ma era prevedibile: tante spese
e pochi incassi. Oggi va meglio e la sua attività si è stabilizzata
su un giro di affari che gli permetterà, nei prossimi anni, di realizzare
un ulteriore investimento costruendo una serra nella quale produrre
in proprio alcune particolari specie ornamentali. E' un'attività che
gli piace molto e che gli dà molte soddisfazioni: questo è importante
perché gli permette di sopportare meglio i ritmi di lavoro molto pesanti
- nei periodi di punta lavora anche 12 ore al giorno - e le preoccupazione
legate ai problemi quotidiani di gestione di un'impresa.
Prova a rileggere
il testo introduttivo e cerca di raccogliere le informazioni necessarie
per riempire la seguente tabella:
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Giovanni |
Anna |
Paolo |
| In
quale tipo di azienda lavora? |
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| Quale
è il livello di autonomia? |
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| Quale
è livello di responsabilità? |
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| Quale
è il livello di coinvolgimento personale? |
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| Quali
sono le prospettive di affermazione? |
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| Quale
è l'orario di lavoro? |
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| Come
definiresti il suo rapporto di lavoro? |
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| Come
ha trovato il lavoro? |
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| In
quale delle tre situazioni lavorative ti troveresti più a tuo agio?
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Se svolgi il lavoro in classe o insieme a dei compagni, prova a confrontare
con gli altri le risposte che hai dato ed in particolare cerca di motivare
la risposta all'ultima domanda.
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