Glossario # J
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  Job-sharing  
     
 


Un lavoro per due

Il Job sharing, altrimenti detto "lavoro condiviso", "lavoro a coppia" o "lavoro a staffetta", costituisce un contratto di lavoro subordinato (Ü contratto di lavoro [25]) introdotto molto recentemente nell’ordinamento giuridico italiano. Infatti, la circolare ministeriale n. 43 del 7 aprile 1998 ha regolamentato tale forma di lavoro, denominandola "Contratto di lavoro ripartito". All’estero si tratta di una modalità contrattuale piuttosto diffusa ed applicata ormai da diverso tempo.
In pratica, si tratta di un contratto di lavoro con il quale un posto di lavoro viene condiviso da due lavoratori. Questi si suddividono il lavoro, ripartendo tra loro orari e turni. Essi possono decidere in autonomia la ripartizione degli orari, a seconda delle necessità e delle convenienze che si presentano nel tempo, avendo il solo obbligo di darne comunicazione al datore di lavoro.
Ad esempio, per un certo periodo possono dividere equamente l’orario di lavoro (quattro ore ciascuno); in altri periodi, o in particolari giornate, possono distribuire diversamente l’orario (ad esempio sei ore l’uno, due ore l’altro).
In ogni caso, essi debbono garantire, complessivamente, la stessa prestazione lavorativa, in termini di volumi di attività e di copertura oraria, che sarebbe in grado di offrire un unico lavoratore. Questo significa che i due lavoratori sono responsabili in solido della prestazione lavorativa rispetto alla quale si sono comunemente obbligati: se uno dei due viene temporaneamente a mancare, ad esempio per una malattia o un infortunio, quello che resta è tenuto a svolgere l’attività per intero, sobbarcandosi quindi anche le ore ed i carichi di lavoro del lavoratore temporaneamente assente.
Ovviamente la retribuzione che essi riceveranno sarà proporzionale alle ore di lavoro effettivamente svolte da ciascuno.

Le differenze rispetto al part-time

Il job sharing è una forma di lavoro simile al contratto part-time Ü [69]. Infatti per i lavoratori coinvolti da tale forma contrattuale si tratta di fornire una prestazione ad orario ridotto. Tuttavia vi sono anche differenze sostanziali per cui il job sharing non pu essere assimilato al part-time.
In primo luogo, gli orari di lavoro nel job sharing risultano molto elastici e flessibili. I due lavoratori "in coppia" hanno infatti la possibilità di ripartirsi autonomamente ed in maniera variabile i carichi lavorativi. Nel part-time, invece, gli orari sono predeterminati e rigidi.
In secondo luogo, nel job sharing sussiste la responsabilità in solido. Ci comporta che in alcune circostanze uno dei due lavoratori debba lavorare per prolungati periodi a tempo pieno, allorquando il proprio collega risulti temporaneamente assente per cause di forza maggiore (ad esempio una gravidanza).