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Una tutela
per i lavoratori disabili
Già a partire
dal 1968, con la legge n. 482, lo Stato italiano aveva istituito il collocamento
obbligatorio. Tutti i datori di lavoro, sia pubblici che privati, aventi
più di trentacinque dipendenti, erano obbligati a riservare una quota
delle assunzioni a lavoratori invalidi o disabili, in numero corrispondente
ad almeno il 15 per cento del totale dei dipendenti.
Una legge molto recente, la n. 68/1999, "Norme per il diritto al
lavoro dei disabili", in vigore a tutti gli effetti a partire dal
primo gennaio del 2000, ha sostituito la normativa precedente, introducendo
delle innovazioni molto significative.
Infatti, il principio di base della nuova legge è che i lavoratori disabili,
se collocati al posto giusto, possono in molti casi fornire un apporto
lavorativo del tutto paragonabile a quello degli altri lavoratori. Il
fine pertanto non è più quello di obbligare le aziende ad assumere lavoratori
appartenenti a tali categorie, ma quello di mettere le imprese stesse
nelle condizioni di valorizzare pienamente le qualità e le competenze
di cui essi sono portatori e di trarne perci unutilità. A questo
proposito la legge istituisce non solo degli incentivi economici per le
imprese che assumono tali lavoratori, ma anche una serie di servizi e
supporti che favoriscano un positivo percorso di inserimento lavorativo
nellazienda, da cui possano trarre beneficio sia i lavoratori, sia
le imprese.
Le categorie
beneficiarie
Ai sensi
della nuova normativa sul collocamento dei disabili possono beneficiare
delle misure previste le seguenti categorie di lavoratori:
- persone
affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali e portatori
di handicap intellettivo, la cui capacità lavorativa risulti
ridotta per più del 45 per cento;
- persone
invalide del lavoro con un grado di invalidità superiore al
33 per cento;
- persone
non vedenti o sordomute;
- persone
invalide di guerra, invalide civili di guerra e invalide per
servizio.
Gli obblighi
per le imprese
I datori
di lavoro, sia pubblici che privati, sono tenuti ad avere alle loro dipendenze
lavoratori appartenenti alle categorie beneficiarie sopra elencate nella
seguente misura:
- sette
per cento dei lavoratori occupati, se occupano più di 50 dipendenti;
- due
lavoratori, se occupano da 36 a 50 dipendenti;
- un
lavoratore, se occupano da 15 a 35 dipendenti.
Gli incentivi
ed i servizi per lassunzione dei lavoratori disabili
La legge
prevede una serie di misure che favoriscono il positivo inserimento dei
lavoratori disabili.
In primo luogo, in seguito alla stipula di apposite convenzioni con gli
uffici competenti facenti capo allAgenzia Regionale per lImpiego
Ü [2], le imprese che assumono lavoratori disabili possono beneficiare
di incentivi (Ü Assunzioni agevolate [7]) in forma di sgravi sui
contributi previdenziali ed assistenziali a proprio carico. Lo sgravio
è totale, e pu durare fino a otto anni, nel caso delle invalidità intellettive
e psichiche o di altre menomazioni che comportino una riduzione della
capacità lavorativa superiore al 79 per cento. Lo sgravio è del 50%, e
pu durare fino a cinque anni, nel caso di una riduzione della capacità
lavorativa compresa tra il 67 ed il 79 per cento.
In secondo luogo, le imprese possono fare riferimento a dei servizi specializzati
di supporto allinserimento lavorativo delle persone disabili. Tali
servizi consentono di valutare adeguatamente le persone disabili rispetto
alle loro capacità lavorative e di inserirle nel posto adatto, anche attraverso
analisi dei posti di lavoro, forme di sostegno, azioni positive e soluzioni
dei problemi connessi con gli ambienti, gli strumenti e le relazioni interpersonali
sui luoghi di lavoro.
Adempimenti
previsti per gli appartenenti alle categorie beneficiarie
I soggetti
che appartengono alle categorie beneficiarie, e vogliono usufruire dei
benefici previsti dalla legge, debbono iscriversi in unapposita
lista presso gli uffici regionali competenti. Allatto delliscrizione
vengono valutate ed annotate in una scheda le capacità lavorative, le
abilità, le competenze e le inclinazioni, nonché la natura e il grado
della disabilità.
Per potersi iscrivere a tali liste, deve essere prodotto il certificato
di disoccupazione e la certificazione attestante la condizione di disabilità
rilasciata dalle competenti Commissioni mediche istituite presso le strutture
sanitarie locali. Nel caso degli invalidi per infortuni sul lavoro o malattie
professionali vale la certificazione rilasciata dallINAIL Ü [43].
Si evitino assolutamente le "scorciatoie". Fingersi invalidi,
magari cercando la complicità di qualche medico disonesto, non solo è
un comportamento deprecabile (perché toglie delle possibilità a chi ne
ha veramente bisogno), ma è anche inutile e spesso controproducente. La
recente scoperta di un elevato numero di "falsi invalidi" ha
causato, infatti, un forte potenziamento dei controlli, facendo sì che
oggi risulti molto difficile, per chi è disonesto, "farla franca".
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