Glossario # I
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  Imprenditorialità giovanile  
     
 

La legislazione di supporto

La prima e più ricordata legge di supporto all’imprenditorialità giovanile è in Italia la n.44, approvata nel 1986 e successivamente più volte modificata e integrata. Essa mira a sostenere l’imprenditorialità giovanile, fornendo ai giovani "aspiranti" imprenditori - dotati di idee, capacità e buona volontà - agevolazioni finanziarie e servizi reali gratuiti. Importanti interventi a sostegno del lavoro autonomo sono stati poi introdotti dalla legge 236/1993. Entrambi gli strumenti legislativi sono rivolti a favorire la nascita di nuove iniziative imprenditoriali promosse da giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni, residenti nelle aree svantaggiate (obiettivo 1, 2 e 5b) individuate sulla base dei parametri fissati dall'Unione Europea.
La SOCIETA' PER L'IMPRENDITORIA GIOVANILE (IG) gestisce già da tempo questi due interventi a livello nazionale, la legge n. 44/86 (in convenzione con il Ministero del Tesoro) e l'art. 1bis della legge n. 236/93 (in convenzione con il Ministero del Lavoro). Quest'attività le ha permesso di maturare forti competenze nel campo della creazione d'impresa.


I comuni del Friuli - Venezia Giulia interessati dalle Leggi 44/86, 236/93, 608/96 (in vigore sino alla revisione dei Fondi Comunitari – 1999)

PROVINCIA

COMUNI

GORIZIA Capriva del Friuli, Doberd del Lago, Dolegna del Collio, Fogliano, Redipuglia, Gorizia (limitatamente alle circoscrizioni di S. Rocco, S. Andrea, S. Anna Piedimonte, Campagnuzza), Grado, Monfalcone, Mossa, Romans d’Isonzo, Ronchi dei Legionari, Sagrado, San Canzian d’Isonzo, San Floriano del Collio, San Lorenzo Isontino, San Pier d’Isonzo, Savogna d’Isonzo, Staranzano, Turriaco, Villesse.
PORDENONE Andreis, Arba, Barcis, Budoia, Castelnovo del Friuli, Cavasso Nuovo, Cimolais, Claut, Clauzetto, Erto e Casso, Fanna, Frisanco, Maniago, Meduno, Montereale Valcellina, Pinzano al Tagliamento, Polcenigo, Sequals, Tramonti di Sopra, Tramonti di Sotto, Travesio, Vajont, Vito d’Asio, Vivaro.
TRIESTE Duino Aurisina, Monrupino, Muggia, San Dorligo della Valle, Sgonico, Trieste (limitatamente alle circoscrizioni di Servola-Chiarbola, Valmaura-Borgo San Sergio, Chiadino Rozzol, Roiano ed Altipiano Est).
UDINE Amaro, Ampezzo, Arta Terme, Artegna, Attimis, Basiliano, Bertiolo, Bordano, Camino al Tagliamento, Castions di Strada, Cavazzo Carnico, Cervignano del Friuli, Chiusaforte, Comeglians, Coseano, Dignano, Dogna, Drenchia, Enemonzo, Faedis, Flaibano, Forgaria nel Friuli, Forni Avoltri, Forni di Sopra, Forni di Sotto, Gemona del Friuli, Grimacco, Lauco, Lestizza, Ligosullo, Lusevera, Magnano in Riviera, Malborghetto, Valbruna, Mereto di Tomba, Moggio Udinese, Montenars, Mortegliano, Muzzana del Turgnano, Nimis, Ovaro, Palazzolo dello Stella, Paluzza, Paularo, Pocenia, Pontebba, Povoletto, Pozzuolo del Friuli, Prato Carnico, Precenicco, Preone, Prepotto, Pulfero, Ravascletto, Raveo, Resia, Resiutta, Rigolato, Rive d’Arcano, Rivignano, Ronchis, San Giorgio di Nogaro, San Leonardo, San Pietro al Natisone, San Vito di Fagagna, Sauris, Savogna, Sedegliano, Socchieve, Stregna, Sutrio, Taipana, Talmassons, Tarcento, Tarvisio, Teor, Tolmezzo, Torreano, Torviscosa, Trasaghis, Treppo Carnico, Varmo, Venzone, Verzegnis, Villa Santina, Zuglio.

I beneficiari della legge 44

Affinché i giovani possano beneficiare di questa legge, deve risultare che siano stati residenti nei territori oggetto di intervento, anche per periodi brevi, prima della data del 24 ottobre 1985. Anche la sede legale, amministrativa ed operativa dell’impresa deve essere ubicata in tali territori.
La legge offre sostegno solo alle imprese che hanno una forma giuridica di tipo collettivo; sono escluse le ditte individuali e le società di fatto (  Forme d’impresa [38]).
La maggioranza assoluta dei soci deve essere formata da giovani tra i 18 ed i 29 anni (e dotati dei requisiti della residenza poc’anzi menzionati). Ovvero si prevede il finanziamento anche nel caso in cui la totalità dei giovani abbia un’età compresa tra i 18 ed i 35 anni e possieda i requisiti della residenza.
Per ci che riguarda le imprese suscettibili di sostegno, esse debbono avviare nuove iniziative (quindi non si pu trattare di ristrutturazioni, ampliamenti, riconversioni), nell’ambito della produzione di beni (nell’industria, artigianato ed agricoltura) e della fornitura di servizi alle imprese.

Che tipo di aiuti prevede la legge 44

Per quanto concerne gli incentivi finanziari, si prevedono:

    • contributo a fondo perduto per gli investimenti iniziali: pu coprire fino al 40% dell’investimento ed arrivare fino ad un tetto massimo di 2 miliardi;
    • mutuo agevolato per gli investimenti: pu coprire al massimo il 50% dell’investimento, con un tasso di interesse pari al 30% del tasso di mercato;
    • contributo a fondo perduto per le spese di gestione: viene concesso per i primi due anni di gestione; per il primo anno il tetto massimo previsto è di 1 miliardo, per il secondo è di 750 milioni.

Oltre agli incentivi finanziari è prevista anche la possibilità di usufruire gratuitamente di servizi reali, consistenti in: orientamento e consulenza per la progettazione del piano d’impresa, corsi di formazione sulla gestione d’impresa, tutoraggio ed assistenza tecnica.

Cosa si deve fare per accedere ai benefici della Legge 44

La Legge 44 è ispirata da una filosofia secondo la quale i contributi non vanno distribuiti "a pioggia", destinandoli a chiunque faccia domanda e sia in possesso di requisiti minimi.
Al contrario, i contributi vengono concessi in modo molto mirato e selettivo, così da premiare solo i progetti che hanno una maggiore probabilità di successo.
In questo senso vengono valutate le idee (piano d’impresa), ma anche il valore e la credibilità delle persone che debbono portare avanti il progetto.
Perci, per accedere ai benefici previsti dalla legge, bisogna presentare una domanda presso lo sportello apposito aperto in tutte le Camere di Commercio, competenti per le aree oggetto di intervento.
Alla domanda va allegato un preciso e dettagliato studio di fattibilità del progetto.
In tale studio di fattibilità deve essere presentata:

    • la compagine sociale (cioè le caratteristiche dei soci dell’impresa);
    • un’analisi del settore e del mercato in cui ci si vuole inserire;
    • la definizione degli obiettivi e delle strategie;
    • la descrizione degli investimenti e del piano di realizzazione;
    • l’analisi della struttura organizzativa e dell’organico;
    • le previsioni economico-finanziarie.

Tale studio rappresenta il documento fondamentale sulla base del quale un’apposita Commissione nazionale prende la decisione di concedere i contributi e gli incentivi previsti dalla legge a quello specifico progetto.

Alcune altre misure: la Legge 236 e il Prestito d’Onore

Altre misure di sostegno che si applicano a chi desidera tentare la strada dell’autoimprenditorialità possono essere ricordate in breve.
La legge 236 agevola, secondo modalità analoghe alla legge 44, iniziative per la fornitura di servizi nei settori:

    • fruizione dei beni culturali;
    • turismo;
    • manutenzione di opere civili e industriali;
    • tutela ambientale;
    • innovazione tecnologica;
    • agricoltura;
    • trasformazione e commercializzazione dei prodotti agroindustriali.

Le agevolazioni comprendono incentivi finanziari (contributo a fondo perduto e mutuo agevolato) per le spese di investimento e per le spese di gestione, nonché servizi reali di formazione e assistenza tecnica (tutoraggio) nella fase di avviamento delle iniziative.
Il prestito d'onore (legge 608/1996 e Decreto 591/96) è un contributo concesso allo scopo di sostenere l'occupazione tramite lo sviluppo del lavoro autonomo. Coloro che si ritengono portati per questo tipo di attività possono così trovare un valido sostegno economico e organizzativo per avviare la propria ditta individuale.
Possono usufruire del prestito d’onore tutte le persone disoccupate nei sei mesi precedenti la presentazione della domanda, che realizzino iniziative localizzate nelle aree obiettivo 1, 2 e 5b. Le iniziative dovranno essere realizzate in una delle zone sopra elencate; non è necessario che il luogo di realizzazione sia lo stesso di residenza del proponente; è sufficiente che la localizzazione riguardi una di queste aree. I moduli validi per accedere ai benefici possono essere ritirati presso tutti i Comuni delle zone interessate, le Missioni di Sviluppo e i Punti informativi della Società per l'Imprenditoria Giovanile. Le iniziative possono riguardare qualsiasi settore produttivo (beni e servizi) da svolgere. L'unica forma giuridica ed organizzativa ammissibile è quella della ditta individuale.
Il valore massimo dell'investimento ammesso non pu superare i 50 milioni di lire; l'unica deroga possibile a tale tetto è rappresentata dalla possibilità di cumulo con le indennità di mobilità. Gli investimenti sono finanziabili al 100%; il 60% viene erogato a fondo perduto mentre il restante 40% sotto forma di prestito agevolato da restituire in 5 rate annuali posticipate.
Le domande vengono selezionate in base alle potenziali attitudini e capacità dei proponenti ed all'esistenza di presupposti di fattibilità tecnica ed economica.
I soggetti selezionati vengono invitati a partecipare alle attività di formazione/selezione della durata massima di quattro mesi. La partecipazione a questi corsi è obbligatoria pena il decadimento della domanda. I corsi non sono retribuiti e prevedono la frequenza obbligatoria pari almeno al 75% della durata delle singole fasi.
Le attività che verranno realizzate consistono in parte in vera e propria formazione per il lavoro autonomo (conoscenze in campo gestionale, organizzativo, fiscale, etc.) ed in parte nell'applicazione pratica allo specifico settore di attività proposta.
Questa attività consentirà, tra l'altro, la selezione definitiva delle iniziative effettivamente agevolabili, per le quali sarà assunto apposito provvedimento concessivo. Nella fase di avvio dell'iniziativa sono inoltre previsti servizi totalmente gratuiti di consulenza ed assistenza tecnica forniti da organismi specializzati, ovvero il "servizio di tutoraggio".

Muoversi tra gli aiuti per i giovani che hanno un progetto imprenditoriale

Parlando di imprenditorialità giovanile ci siamo soffermati in particolare sulla Legge 44 e in breve sulla legge 236 e sul Prestito d’Onore, perché si tratta di strumenti che negli ultimi anni hanno dato molti buoni frutti e rappresentano i canali più noti.
Tuttavia non si tratta degli unici strumenti disponibili. Per i giovani che vogliono avviare un’impresa c’è la disponibilità di molti altri aiuti e sostegni, in termini di agevolazioni finanziarie ed in termini di occasioni per ricevere consulenza e formazione.

Scegliere il lavoro autonomo significa affrontare una sfida difficile ma stimolante: l'entusiasmo per la possibilità di mettere in pratica i propri progetti deve fare i conti con una molteplicità di aspetti, a volte molto complessi. Occorre dunque pianificare e valutare bene rischi ed investimenti (di denaro, di tempo, di energie personali) prima di iniziare le attività.
Per saperne di più sugli interventi finalizzati alla creazione di lavoro autonomo, la Società per l'Imprenditoria Giovanile mette a disposizione il Numero Verde 800/020044 e un sito Internet all'indirizzo www.igol.it.
E’ inoltre consigliabile rivolgersi:

    • alle Camere di Commercio  [14];
    • alle Associazioni di categoria  [6] (specie quando si hanno le idee chiare sul settore e sul tipo di impresa che si vuole creare);
    • all’Agenzia regionale per l’Impiego  [2].