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  Fondo sociale europeo (FSE)  
     
 


Che cos’è

Il Fondo Sociale Europeo (FSE) è volto a finanziare progetti che mirano a sviluppare le risorse umane ed a migliorare il funzionamento del mercato del lavoro, in tutti i paesi membri dell’Unione Europea.
Perci esso sostiene le persone che cercano di inserirsi o reinserirsi nel mercato del lavoro ed aiuta gli occupati a migliorare le proprie prospettive professionali ed occupazionali.
L’obiettivo principale del FSE è quindi quello di combattere la disoccupazione, agevolando l’accesso al mondo del lavoro, promuovendo la parità di opportunità nel lavoro, favorendo lo sviluppo di abilità e qualifiche professionali e sostenendo la creazione di nuovi posti di lavoro, anche attraverso il finanziamento delle politiche attive del lavoro.
La filosofia di base che ispira queste politiche è che per raggiungere questi obiettivi il settore strategicamente più importante è quello della formazione professionale  [37]. Il FSE finanzia quindi molteplici attività in campo formativo, dell’orientamento, dell’aggiornamento professionale, sulla base di programmi regionali attuativi generalmente di durata annuale.

Gli obiettivi comunitari

L’assegnazione delle risorse finanziarie del FSE, come in generale dei Fondi strutturali attraverso i quali l’Unione Europea finanzia le sue politiche di sviluppo, avviene sulla base di obiettivi prioritari finalizzati al riequilibrio socioeconomico delle aree appartenenti ai diversi paesi membri. Gli obiettivi vengono definiti nell’ambito di piani pluriennali di medio periodo. Nella programmazione comunitaria, che trova riscontro nella disciplina del FSE e degli altri fondi strutturali, gli obiettivi prioritari dei Fondi Strutturali sono stati rideterminati, per il periodo 2000-2006, dal regolamento 1260 del 21.6.1999. Al posto dei 6 precedenti, sono stati individuati tre soli obiettivi generali in modo da rendere più efficace, concentrata ma anche flessibile l’azione dei fondi:

Obiettivo 1: mira a promuovere lo sviluppo e l’adeguamento strutturale nelle regioni che si trovano in una condizione di ritardo di sviluppo. Nel caso italiano questo obiettivo riguarda una parte preponderante delle regioni meridionali.

Obiettivo 2: mira a favorire la riconversione economica e sociale delle zone con difficoltà strutturali, sia le regioni che si trovano in condizioni di declino industriale – ex Obiettivo 2 nel periodo 1994-1999 – sia quelle caratterizzate da declino demografico o marginalità rurale, ex Obiettivo 5b. Molte regioni italiane saranno interessate da quest’obiettivo, ed in particolare, nel caso del Friuli-Venezia Giulia, sarà oggetto di questo obiettivo tutta l’area montana della regione, parte della pianura friulana e delle province di Gorizia e Trieste.

Obiettivo 3: lo specifico fine è quello di favorire l’adeguamento e l’ammodernamento delle politiche e dei sistemi di istruzione, formazione e occupazione, intervenendo con fondi specifici nelle aree non interessate dall’obiettivo 1, ma fornendo nel contempo un quadro di riferimento politico per l’insieme delle azioni a favore delle risorse umane su tutto il territorio nazionale, fatte salve le specificità regionali.

Il Fondo Sociale Europeo, secondo il nuovo regolamento, che per il FSE è il n. 1262/1999, vede riunite in un unico obiettivo integrato le azioni finalizzate a:

  • contrastare la disoccupazione di lunga durata, facilitare l’inserimento professionale dei giovani e l’integrazione delle persone minacciate di esclusione dal mercato del lavoro, ivi compresa la promozione delle pari opportunità per soggetti svantaggiati nel mercato del lavoro (donne, immigrati, ecc.);
  • aiutare i lavoratori occupati a riadattarsi alle mutate condizioni del sistema produttivo, dovute alle repentine innovazioni tecnologiche in corso.

Le attività ammissibili a carico del FSE saranno nel periodo 2000/2006 le seguenti:

        1. sostegno all’istruzione e alla formazione professionale, ivi compresa la formazione professionale corrispondente alla scuola dell’obbligo, e alle misure volte a potenziare l’occupabilità nel mercato del lavoro, l’orientamento, la consulenza e la formazione continua;
        2. il sostegno all’occupazione e al lavoro autonomo;
        3. l’integrazione tra formazione – soprattutto ai massimi livelli – e ricerca;
        4. lo sviluppo di nuove fonti di occupazione, anche nel settore dell’imprenditoria sociale (terzo settore).

Potranno inoltre essere finanziate azioni di assistenza a strutture e sistemi, legati alla formazione professionale di base e continua, ai servizi all’impiego, ai legami tra formazione e lavoro e allo sviluppo di sistemi di previsione delle tendenze del mercato del lavoro e misure di accompagnamento.
Le disposizioni del FSE verranno attuate mediante programmi nazionali e regionali d’intervento, che saranno varati nel corso del 2000.
Si suggerisce quindi di tenere sott’occhio la situazione, attraverso la lettura dei quotidiani locali o la richiesta di informazioni alle agenzie di informazione e orientamento a livello regionale, al fine di cogliere le opportunità di formazione che certamente verranno attivate nell’ambito del FSE.

Le iniziative comunitarie nel periodo 2000/2006

Oltre agli interventi dei Fondi Strutturali veicolati attraverso i programmi nazionali e regionali, l’Unione Europea ha dato vita ad altri fondi mirati a favorire lo sviluppo occupazionale, soprattutto attraverso la valorizzazione e la promozione delle risorse umane. Anche in questo campo i regolamenti del 1999 hanno profondamente rivoluzionato l’assetto delle cosiddette Iniziative comunitarie, tra le quali rimarranno attive per il periodo 2000/2006:

    • Interreg: per la cooperazione transfrontaliera;
    • Urban: per la rivitalizzazione economica e sociale delle città in crisi;
    • Leader: per lo sviluppo rurale;
    • Equal: la piu’ direttamente investita dal FSE, relativa alla lotta alle discriminazioni e alle disuguaglianze di ogni tipo in relazione al mercato del lavoro.

La disciplina concreta di queste iniziative sarà varata a partire dal 2000.