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Donne e lavoro: dalla discriminazione alla parità dei diritti

Certamente una delle "rivoluzioni" sociali più significative di questo secolo è rappresentata dai notevoli passi in avanti effettuati dalle donne nelle società occidentali. Si è infatti prodotto un vasto, profondo e progressivo movimento di emancipazione che ha permesso alle donne di migliorare le proprie condizioni di vita ed ottenere tutta una serie di diritti e riconoscimenti, sociali e civili.
Il diritto al lavoro costituisce una delle principali chiavi di lettura di tale processo.
Bisogna al proposito sottolineare che, a ben guardare, molti diritti oggi dati per scontati sono stati il risultato di conquiste relativamente recenti.
Si pensi solamente che fino agli anni ’70 per la donna in gravidanza non era previsto l’attuale sistema di garanzie, ad esempio rispetto al diritto di conservare il proprio posto di lavoro in caso di gravidanza (
 Diritti e doveri dei lavoratori [32]).
Peraltro, se è vero che molti passi in avanti sono stati effettuati, è anche vero che il cammino da fare, sul piano sostanziale, è ancora lungo e difficile. Le donne sono ancora una categoria molto debole e sostanzialmente discriminata nel mercato del lavoro.
Si possono fare alcuni significativi esempi:

    • le condizioni sociali portano ancora oggi molte donne a non entrare nel mercato del lavoro ed a vivere in condizioni di marginalità e sudditanza;
    • la disoccupazione femminile è significativamente più alta di quella maschile;
    • nei periodi di crisi economica le donne sono le prime a pagare, perdendo il posto di lavoro;
    • ancora oggi per la donna è più difficile, mediamente, trovare lavoro di quanto non lo sia per l’uomo.

Le norme sul lavoro a tutela dei diritti delle donne

Come detto, nel corso degli ultimi decenni è stata emanata tutta una serie di provvedimenti posti a tutela delle lavoratrici donne. Ne elenchiamo qui di seguito i più importanti.
La Legge 7/63 vieta il licenziamento causa matrimonio, fino a quel momento possibile.
La Legge 1204/71 pone le principali norme attualmente in vigore, in tema di tutela della donna in gravidanza.
La Legge 903/77 stabilisce le norme riguardanti le pari opportunità tra lavoratori maschi e femmine. Tale legge vieta qualsiasi discriminazione fondata sul sesso per assunzioni, orientamento, formazione, perfezionamento e aggiornamento. Impone inoltre il principio della parità retributiva ed il divieto di discriminazione nell’attribuzione delle qualifiche e nella progressione di carriera.
La Legge 125/91 stabilisce e finanzia "azioni positive", cioè interventi volti ad eliminare o correggere tutti quei comportamenti, abitudini, norme e forme organizzative nei fatti discriminatori nei confronti delle donne, sia nel mondo del lavoro, sia in quello della scuola.
Anche la Regione Friuli-Venezia Giulia ha attuato misure legislative volte a favorire condizioni di pari opportunità. In particolare è stata istituita (con la legge regionale 32/85) la Commissione regionale per le pari opportunità. Tale commissione è un organo consultivo che si esprime su tutti i provvedimenti e le iniziative riguardanti la condizione femminile. La legge prevede anche la figura della Consigliera per le pari opportunità.
Si devono infine ricordare le iniziative dell’Unione Europea a favore delle donne. Vanno in primo luogo considerate alcune direttive e raccomandazioni emanate dal Parlamento Europeo, volte all’ottenimento della parità di trattamento ed opportunità per le donne nel mercato del lavoro.
Inoltre, nell’ambito dei programmi comunitari finalizzati al miglioramento delle condizioni occupazionali ed allo sviluppo delle risorse umane (  Fondo sociale europeo [36]), esistono delle specifiche iniziative finalizzate a promuovere le pari opportunità. In particolare ricordiamo l’iniziativa denominata NOW (New Opportunities for Women).

Per ricevere informazioni e consigli

Per ricevere informazioni e consigli, nonché delucidazioni sulle opportunità e sulle tutele offerte dalle leggi poc’anzi menzionate, ci si pu rivolgere in particolare:

    • ai Centri regionali di orientamento  [68];
    • alle organizzazioni sindacali  [76].