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Definizione
Il contratto
di lavoro è un accordo che viene sottoscritto dal lavoratore e dal datore
di lavoro, con il quale vengono determinate le prestazioni che ogni parte
si obbliga ad eseguire a favore dellaltra, in seguito alla instaurazione
di un rapporto di lavoro subordinato.
Nel contratto si definiscono quindi la qualifica, le mansioni, la durata
del rapporto, gli orari del lavoro, il livello retributivo, ecc.
Si tratta in altre parole dello scambio di due obblighi:
- quello
del lavoratore dipendente che, mettendo a disposizione
il proprio lavoro manuale ed intellettuale, si assume lobbligo
di rispondere alle direttive del datore di lavoro;
- quello
del datore di lavoro che deve congruamente remunerare
il lavoro ricevuto, deve versare gli oneri sociali
( Contributi previdenziali ed assistenziali [27])
e deve complessivamente garantire al lavoratore tutti
quei diritti [32] che sono previsti
per legge ed in base ai contratti collettivi.
La forma
del contratto
Non necessariamente
il contratto di lavoro deve essere stipulato per iscritto. Esso infatti
pu anche essere stipulato oralmente, oppure in modo tacito.
La cosa essenziale è che vi sia la volontà e laccordo di entrambe
le parti.
A tutela del lavoratore, vi è limportante norma secondo la quale
se non vi è un contratto in forma scritta, dove vengono previste forme
alternative, il contratto è da intendersi a tempo pieno ed a tempo
indeterminato.
Ci significa che alcune forme contrattuali, per essere riconosciute ed
avere validità giuridica, debbono per forza avere forma scritta. Esse
sono:
- Il
contratto a termine;
- il
contratto part-time;
- il
contratto di formazione e lavoro.
Se perci ,
in questi casi, il contratto non viene stipulato in forma scritta, automaticamente
il rapporto di lavoro diviene a tempo indeterminato ed a tempo pieno.
I contratti
collettivi
Il contratto
viene stipulato individualmente dal datore di lavoro e dal lavoratore.
Tuttavia il contenuto del contratto non risulta soltanto dalla contrattazione
individuale.
Infatti esistono delle basi contrattuali che vincolano la contrattazione
individuale e che sono il risultato di contrattazioni collettive,
effettuate tra rappresentanze dei datori di lavoro e dei lavoratori, a
livello nazionale, locale o aziendale.
Una particolare importanza rivestono i Contratti Collettivi Nazionali
di Lavoro (CCNL) [23] validi per i diversi settori
di attività.
Ci significa in definitiva che, nella maggior parte dei casi, datore
di lavoro e lavoratore non possono costruire "da zero" un nuovo
contratto di lavoro subordinato, ma sono vincolati da norme e da contratti
standard, specifici per le diverse categorie di lavoro.
Se quindi nel contratto individuale compaiono delle clausole difformi
dalle indicazione dei contratti collettivi esse possono essere annullate,
a meno che esse non risultino migliorative.
Tipi di
contratto
Il contratto
di lavoro tipico è rappresentato dal contratto a tempo pieno
ed indeterminato. Fino a qualche tempo fa questa forma contrattuale
garantiva in qualche modo un "posto" di lavoro stabile e sicuro
ed aveva lassoluta predominanza (
Assunzione
nel settore privato [9]).
Oggi non è più così. Si diffondono sempre più forme contrattuali che implicano
delle soluzioni lavorative più precarie.
Tuttavia, come sempre, bisogna cercare di trasformare un male, in un bene.
A ben guardare, infatti, i giovani possono trarre vantaggio da ci , avendo
a disposizione molti strumenti e molte chance per potersi inserire
nel mercato del lavoro ed accumulare utili conoscenze ed esperienze.
Ci è vero anche perché i giovani sono maggiormente in grado, rispetto agli
adulti, di adattarsi in modo flessibile alle esigenze del mercato del lavoro,
effettuando percorsi a zigzag tra le diverse occasioni lavorative.
Possiamo distinguere due principali sottogruppi di tali forme contrattuali
"atipiche".
1.
Contratti che prevedono una scadenza del periodo lavorativo:
si parla in questo caso di Contratto di formazione
e lavoro [24], di Apprendistato
[5], di Contratto a termine [22],
di Contratto stagionale, di Lavoro interinale
[58].
2. Contratti che prevedono orari di lavoro ridotti:
in questo caso ci si riferisce in particolare al Contratto
part-time [69], ma anche a nuovissime
forme come ad esempio il Job-sharing [53]
o il Contratto week-end [26].
Vi è infine
un terzo gruppo di contratti, che stanno sempre più prendendo
piede, i quali formalmente escono dal campo del lavoro dipendente, per
entrare in quello del lavoro autonomo [57]. Tra
questi rientrano il Contratto di collaborazione coordinata e continuativa,
il Contratto di prestazione dopera, il Contratto di associazione
in partecipazione ( Rapporti di collaborazione [74]).
Tuttavia, in molti casi, tali contratti corrispondono a rapporti di lavoro
che sono sostanzialmente analoghi al lavoro dipendente (per questo in
alcuni casi si parla anche di lavoro parasubordinato [60]),
implicando per minori oneri per i datori di lavoro (soprattutto in termini
di oneri contributivi [27]) e minori tutele per
il lavoratore (per esempio in tema di licenziamento [62]).
Ci accade principalmente perché tali contratti si collocano su una linea
di confine molto incerta e problematica tra lavoro autonomo e lavoro dipendente.
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