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Una "tappa"
importante nella ricerca del lavoro
La ricerca
del lavoro pu svolgersi su due "fronti" diversi. Quello delloccupazione
nel settore pubblico [8], a cui si accede generalmente
superando un concorso [18], e quello delloccupazione
nel settore privato, dove lassunzione [9]
è generalmente legata agli esiti di un colloquio di lavoro.
Essere convocati per un colloquio costituisce un "primo"
risultato della ricerca del lavoro sul fronte del privato, un successo
di cui si pu essere orgogliosi.
Tuttavia non bisogna cantare vittoria troppo presto. Con la convocazione
al colloquio si è superata la fase eliminatoria. Ma a questo punto comincia
la fase finale, dove si giocano le partite decisive.
Dal confronto con gli altri pretendenti al successo (i numerosi candidati
per il posto messo in palio) e da quello con larbitro dellincontro
(i selezionatori), si determina la possibilità di raggiungere la "vittoria"
finale.
E in seguito al colloquio, infatti, che le aziende prendono la decisione
ultima sulleventuale assunzione. Esso permette una verifica del
possesso, da parte del candidato, dei requisiti e delle qualità ritenute
necessarie. Inoltre il colloquio permette di confrontare tra loro tutti
i "pretendenti" al posto (o ai posti) di lavoro messi in palio.
Come,
dove e con chi si svolge un colloquio di lavoro
Per quanto
riguarda le aziende piccole e medie il colloquio viene spesso
gestito allinterno dellazienda da parte del titolare stesso,
oppure da un responsabile del personale.
Nel caso invece di aziende di maggiori dimensioni esso è
per lo più gestito da un dirigente responsabile del personale. Oppure
è molto frequente il ricorso a società specializzate (
Agenzie
di ricerca e selezione del personale [3]) le quali, dopo il colloquio,
trasmettono allazienda una rosa ristretta di candidati (allazienda,
di norma, spetta sempre la decisione ultima).
Sono due i tipi di valutazione che ci si deve aspettare.
- Il
primo tipo è di natura più tecnica, e mira ad accertare
le capacità, le competenze e le esperienze del candidato (cosa
so e cosa so fare).
- Il
secondo tipo riguarda invece maggiormente gli aspetti umani
e psicologici, cioè latteggiamento, le aspirazioni,
le propensioni, il carattere, le qualità umane che il candidato
è grado di dimostrare (chi sono e cosa voglio fare).
Tutto ci
pu essere verificato, in alcuni casi, attraverso un colloquio informale,
aperto e spontaneo (quasi una chiacchierata), dove conta soprattutto limpressione
personale che il selezionatore si fa del candidato.
In altri casi viene dato spazio anche a strumenti più formali ed
"oggettivi", come ad esempio questionari, test
[79] psicoattitudinali, prove scritte, domande prestrutturate,
ecc..
Generalmente le aziende di maggiori dimensioni si servono di entrambi
questi strumenti; mentre nel caso di quelle più piccole è più probabile
che ci si fermi al primo.
Come prepararsi
per questo "esame"
Il colloquio
di lavoro da molti è vissuto come se si trattasse di un esame. In effetti,
per certi versi, lo è.
Il candidato viene giudicato, proprio come avviene in tutti gli esami,
non per quello che vale come persona o per quello che ha dimostrato nel
corso della propria vita, ma in base alle risposte che dà ed agli atteggiamenti
che assume nel breve lasso di tempo in cui si svolge il colloquio.
Un candidato pu essere una persona assai degna e valida (anche professionalmente),
ma se nel corso del colloquio simpappina, assume un atteggiamento
sbagliato o subisce dei "blocchi" a causa dellemozione,
saranno purtroppo questi ultimi elementi negativi a pesare sulla decisione
del selezionatore.
Oltre a ci, come in tutti gli esami, vi è un carico psicologico notevolissimo.
Per molti si tratta di sopportare uno stress non indifferente, specie
quando il bisogno di trovare lavoro è molto.
Se tutto questo è vero, allora è importante giungere a questo appuntamento
"preparati". Certo non si tratta di una preparazione
paragonabile a quella degli esami di maturità.
Non esistono dei libri, degli appunti di lezione, delle nozioni che dobbiamo
imparare a memorizzare e ripetere.
Esiste tuttavia un "testo" piuttosto atipico, di cui abbiamo
a disposizione un riassunto estremamente schematico ed incompleto.
Il testo in questione siamo noi stessi, mentre lo schematico riassunto
è rappresentato dal curriculum
[30]
predisposto per loccasione.
Bisogna perci, prima del colloquio:
-
riflettere a fondo su se stessi: conoscere approfonditamente
il proprio "prodotto", con i suoi pregi ed i suoi
difetti, è un requisito essenziale del buon "venditore";
-
ripassare il proprio curriculum: bisogna approfondire
tutte le parti contenute nel curriculum, in modo da essere
in grado di fornire delle descrizioni chiare e sintetiche
di quei contenuti;
-
ipotizzare le domande: esercitarsi a fare delle
ipotesi sulle domande che ci potrebbero essere rivolte, cercando
in particolare di individuare quelle più "cattive";
-
reperire informazioni, che riguardano la mansione
richiesta e lazienda presso cui ci si propone (dimensione,
settore di attività, bene o servizio offerto sul mercato,
caratteristiche organizzative, ecc.). Dimostrare di conoscere
queste cose depone a favore della candidatura;
-
alleggerire il carico psicologico: se si vive il
colloquio come la prima e lultima occasione per trovare
lavoro, chiaramente ci ingenera un eccessivo stato di ansia
ed apprensione. Da ci pu dipendere un calo del rendimento
effettivo, rispetto a quello potenziale. Bisogna perci pensare
che il colloquio è uno dei tanti esami della vita (non è né
il primo né lultimo) e che comunque vi sarà una prova
dappello (a tutto cè rimedio). Con tale spirito
è possibile affrontare tale prova con maggiore disinvoltura
e pacatezza e quindi anche con un rendimento superiore.
Latteggiamento
da tenere nel corso del colloquio
Ci sono in
circolazione molti libri che descrivono per filo e per segno come ci si
deve comportare, cosa bisogna dire, e come ci si deve atteggiare nel corso
di un colloquio di lavoro. Bisogna fare attenzione a non prenderli troppo
alla lettera.
Infatti si corre il rischio, in questo caso, di non essere spontanei,
di essere eccessivamente strategici e di apparire "finti". Tutto
ci è facilmente rilevabile da parte di un selezionatore esperto. E niente
più di questo incide negativamente sulla valutazione.
1.
La regola fondamentale che si deve seguire è quindi
quella di essere se stessi. Certamente bisogna
saper "vendere una merce", bisogna cercare di
enfatizzare nel corso del colloquio i propri lati positivi
e di celare quelli negativi. Tuttavia non si deve "barare",
cioè usare una maschera che nasconda completamente la
propria personalità.
Si ricordi,
a questo proposito, che la regola fondamentale del venditore di successo
non è quella di imbrogliare lacquirente, bensì quella di credere
nel prodotto che sta proponendo.
2.
Un secondo aspetto dellatteggiamento da seguire,
collegato in parte al precedente, riguarda il fatto che
bisogna assolutamente evitare di cedere allostentazione.
Comportarsi da primi della classe, mettere eccessivamente
in mostra le proprie conoscenze e le proprie capacità,
ostentare grande sicurezza in se stessi, parlare troppo,
avrà come sicuro risultato quello di ricevere alla fine
del colloquio un garbato saluto da parte dellesaminatore
a cui non seguirà né una riconvocazione, né tanto meno
lassunzione.
Questo non
significa che bisogna essere troppo umili, deferenti e servili nei confronti
del nostro interlocutore. Tutto ci produce risultati non dissimili dallatteggiamento
descritto in precedenza.
Bisogna perci applicare il vecchio detto secondo cui "la virtù sta
nel mezzo". Ci significa dimostrarsi relativamente sicuri di sé
e, soprattutto, affrontare la situazione con dignità, considerando che,
prima che un selezionatore ed un candidato, si stanno confrontando due
persone.
Alcuni
piccoli accorgimenti
-
abbigliamento: bisogna curare labbigliamento,
evitando, naturalmente, di presentarsi vestiti in modo trasandato.
Le donne evitino scollature troppo audaci. La serietà non
è un optional per chi cerca lavoro. Tuttavia, anche
rispetto allabbigliamento, non si deve rinunciare ad
esprimere la propria personalità, ovviamente tenendo conto
del tipo di azienda e del tipo di mansione a cui si è destinati;
-
puntualità: bisogna assolutamente giungere puntuali
allappuntamento e, se possibile, anche con qualche minuto
di anticipo;
-
un trucchetto per superare il nervosismo: nel corso
del colloquio, per superare lansia ed il nervosismo,
dobbiamo evitare di concentrarci esclusivamente su noi stessi,
su ci che diciamo e su come ci atteggiamo. A tal fine pu
essere utile concentrare la propria attenzione (quasi con
spirito indagatore) sullesaminatore. Ci ci aiuterà
anche ad essere più spontanei;
-
saper ascoltare: saper ascoltare è importante.
Bisogna essere sempre in grado di "cogliere al volo"
i bisogni dellazienda e dellesaminatore, adattandosi
flessibilmente ad essi nel corso del colloquio;
-
essere positivi: nel parlare della propria situazione
attuale e delle esperienze passate bisogna evitare toni vittimistici,
per esempio parlando dei precedenti datori di lavoro come
di tiranni, o lagnandosi per lo stato di difficoltà derivante
dallessere disoccupati. Si deve invece cercare di essere
positivi, dimostrando che le scelte personali non derivano
dallesigenza di sfuggire ad un "male", quanto
piuttosto dal desiderio di avvicinarsi ad un "bene";
-
evitare di assumere latteggiamento di chi
dice: "sono qui, fatemi fare qualsiasi cosa";
-
prepararsi alle domande: "Perché ha deciso
di rivolgersi alla nostra azienda?"; "Quale pensa
possa essere il suo contributo alla nostra azienda, nel caso
in cui decidessimo di assumerla?"; "Quali sono i
suoi obiettivi professionali?". Si tratta di domande
formulate molto frequentemente nel corso dei colloqui;
-
alla fine del colloquio: non bisogna assolutamente
chiedere un giudizio su come sia andato. Si possono fare invece
delle domande sui tempi e sui modi di una risposta e di uneventuale
riconvocazione. Pu essere invece opportuno, una volta tornati
a casa, inviare personalmente agli interlocutori una lettera
di ringraziamento (specie se siamo stati trattati bene da
chi ci ha accolto e se siamo rimasti piacevolmente colpiti
dallazienda).
Dopo il
colloquio: il ritorno a casa
Molto difficilmente
si potrà raggiungere il risultato sperato dopo il primo colloquio di lavoro.
Spesso accade che bisogna sostenerne diversi prima di poter raggiungere
lobiettivo. Ma la perseveranza è una dote fondamentale per chi cerca
lavoro.
In caso di esito negativo non bisogna quindi demoralizzarsi ed anzi è
importante fare tesoro dellesperienza fatta, in modo da non ripetere
più gli errori commessi e comportarsi meglio nelloccasione successiva.
E utile, perci, subito dopo il colloquio, prendere degli
appunti su quanto è accaduto e sulle impressioni avute, magari
predisponendo delle vere e proprie schede. Ed è importante anche parlare
dellesperienza con una persona fidata, in modo da commentare insieme
laccaduto.
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