Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri
"G.Marchetti"
GEMONA
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  INTERVISTA AD UNA IMPIEGATA - RESPONSABILE AMMINISTRATIVO  
Descrivi la tua giornata tipo. Top

Credo che non ci sia una giornata tipo: le mie mansioni dipendono dalle scadenze fiscali, da quelle previste dal codice civile e da quelle interne alla società. L'unica mansione che si ripete quotidianamente è l'"home banking", che mi permette, attivando il collegamento con il terminale della banca, di aggiornare i movimenti avvenuti sui conti correnti societari. In generale, durante l'anno ed in precisi momenti, mi occupo di:

  • controllo settimanale dei flussi finanziari;
  • gestione degli investimenti;
  • controllo, gestione e registrazione di cassa;
  • redazione del budget annuale;
  • redazione del bilancio consuntivo mensile, comparazione del budget ed analisi degli scostamenti;
  • gestione delle ritenute d'acconto;
  • dichiarazione IVA periodica ed annuale;
  • redazione del bilancio;
  • redazione dell'inventario (entro quattro mesi dall'approvazione del bilancio);
  • contabilizzazione degli incassi e dei movimenti bancari;
  • gestione delle provvigioni trimestrali degli agenti della società;
  • gestione degli ammortamenti;
  • solleciti ai clienti in caso di insoluti;
  • avvio di decreti ingiuntivi contro i clienti insolventi;
  • redazione e controllo del modello INTRA che riepiloga gli acquisti e le vendite entro l'Unione Europea.

Hai dei buoni rapporti con i colleghi?

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Sì, sono addirittura ottimi, perché abbiamo un forte spirito di collaborazione, ingrediente fondamentale non solo per lavorare meglio, ma anche per farlo in modo più piacevole e sereno. Quando, in determinati periodi dell'anno, le scadenze da rispettare sono molte, io e gli altri due colleghi ci aiutiamo vicendevolmente, dandoci consigli e suggerimenti e dividendoci il lavoro. L'azionista di maggioranza della società partecipa attivamente a tutti i livelli della vita aziendale, mi tiene informata sulle novità fiscali e legislative, facendomi pervenire gli articoli di dettaglio. I miei rapporti sono decisamente buoni non solo in linea orizzontale, con i colleghi, ma anche in linea verticale con i superiori.
Sei soddisfatta del tuo lavoro? Top
Decisamente. Mi sento realizzata e credo che questa professione sia veramente adatta a me. Sicuramente questo è dovuto anche all'ambiente nel quale lavoro, ambiente che è dinamico e trasparente. Ciò che ritengo importante sottolineare è che le mie responsabilità sono state chiare sin dall'inizio.
Quali sono i motivi che ti hanno spinto a fare la ragioniera? Top

Questo non era il mio sogno di bambina, mi sarebbero piaciute delle professioni con un maggior contenuto artistico, come la fotografa o la pittrice. Comunque, mi sono resa conto che queste due professioni avevano degli sbocchi professionali alquanto incerti. I miei insegnanti mi hanno consigliato di scegliere un percorso a medio termine a carattere amministrativo - contabile perché comunque mi avrebbe offerto delle buone opportunità di lavoro.

Hai svolto qualche altra professione oltre a questa? Top

Sì. Già durante le vacanze estive prima di ricominciare la scuola ho lavorato come cameriera presso un locale del mio paese. Non è stata una bella esperienza, a causa della mentalità del datore di lavoro e del modo in cui venivo trattata. Nel gennaio del 1994, appena diplomata, sono stata assunta come ragioniera presso un'azienda del settore metalmeccanico, in sostituzione di un impiegato che si era dimesso. Mi ha aiutato la buona votazione riportata alla maturità. È stata un'esperienza del tutto nuova, considerato che non conoscevo nemmeno i programmi base per i computer. Sono stata supportata per pochi giorni dall'impiegato che avrei sostituito: mi ha insegnato ad utilizzare almeno in parte il programma di contabilità. Quindi mi son trovata da sola a gestire l'amministrazione dell'intera ditta, essendo l'unica impiegata: dalle scritture in primanota al controllo delle banche, alla liquidazione IVA, alla redazione del bilancio,…. Non è stato facile, anzi, ma comunque molto formativo. Ho imparato ad essere indipendente in qualunque situazione. Spesso ho portato a casa del lavoro da terminare: non avevo ancora preso il ritmo della persona che mi aveva preceduto e c'erano delle scadenze da rispettare. Le piccole dimensioni dell'azienda mi hanno comunque permesso di approfondire e controllare con una certa tranquillità il lavoro svolto.

Nel gennaio del 1995, avendo ormai acquisito sicurezza e velocità nel mio lavoro, ho iniziato a seguire anche la contabilità delle due altre filiali che intanto erano nate dalla ditta principale. Ritengo che l'evoluzione in questo senso della mia professione sia stata da considerarsi estremamente positiva: potevo seguire delle ditte con problematiche diverse, legate a differenti produzioni. Mi sentivo comunque "bloccata" dal punto di vista professionale: il lavoro si ripeteva sempre uguale, senza alcuna novità o cambiamento.

Il 1 luglio 1998 ho trovato l'attuale impiego come responsabile amministrativa in un'industria di medio - grandi dimensioni nel settore metalmeccanico. Esso ha rappresentato un cambiamento vero, un colpo di fortuna: qui riesco ad accrescere sempre di più il mio bagaglio professionale, trovo degli stimoli per migliorarmi continuamente, mi sento pienamente soddisfatta.


Come si è evoluta la tua professione? Top

È passato troppo poco tempo dall'assunzione per poter apprezzare dei sensibili cambiamenti.


Quali sono le difficoltà che hai incontrato quando cercavi lavoro? Top

Credo di potermi considerate fortunata, perché ho trovato il mio primo lavoro solo pochi mesi dopo essermi diplomata. Nei quattro mesi che ho passato a cercare lavoro non posso negare di non aver trovato delle difficoltà soprattutto perché i datori di lavoro dimostravano di avere poca fiducia nei confronti di una neo - diplomata, cioè nei confronti di quelle persone che cercano un'occupazione ma sono prive d'esperienza. Non sono disposti poi a perdere del tempo per insegnare, vogliono qualcuno che sappia già gestire con una certa facilità, che sappia già lavorare, oppure cercano delle ragazze da assumere come apprendiste e quindi necessariamente senza diploma.


Hai fatto dei sacrifici per la carriera? Top

Gli unici sacrifici che ho fatto e che continuo a fare, anche se non li considero dei veri e propri sacrifici, sono le ore sottratte al tempo libero e passate invece a casa a studiare ed approfondire argomenti nuovi, leggi, provvedimenti fiscali. Attualmente devo leggere due libri sui cambiamenti di carattere amministrativo che interverranno con il progressivo perfezionamento dell'Unione Europea.


Quanto ti è stato utile il bagaglio culturale acquisito a scuola? Top

Il bagaglio culturale che la scuola mi ha trasmesso mi è servito moltissimo, sia per trovare lavoro, sia, e soprattutto, per riuscire a gestirmi una volta iniziato il lavoro. Non credo a tutti quelli che dicono che la scuola offre una preparazione insufficiente (anche se nel mio caso le conoscenze informatiche acquisite a scuola sono state decisamente poche): le conoscenze ragionieristiche si sono dimostrate fondamentali per lavorare.


Ci sono delle opportunità di lavoro, per i giovani che hanno un diploma come il nostro, nel tuo settore? Top

Secondo me ci sono delle opportunità nel settore, per i neo - diplomati sicuramente come impiegati, mentre non ci sono molte opportunità per la figura del ragioniere. Non c'è preferenza, nel privato, per i laureati rispetto ai diplomati.


Quali sono le competenze richieste ad un ragioniere che entra nel mercato del lavoro? Top

Le competenze richieste sono:
- conoscenza delle regole base della partita doppia
- conoscenze informatiche (Word ed Excel)
- conoscenze linguistiche (sicuramente inglese e possibilmente anche tedesco).

Durante il primo colloquio al candidato viene chiesto se in passato ha svolto stage presso aziende, se ha già avuto qualche esperienza lavorativa, alcuni dati personali, come, ad esempio, lo stato civile, la disponibilità ad avere figli (per le donne), la patente di guida.


Ti sei trasferita per lavoro, o quotidianamente ti sposti molto per raggiungere il tuo posto di lavoro (più di 60 km sommando l'andata ed il ritorno)? Top

No, attualmente il mio tragitto quotidiano per andare a lavorare è di circa 24 km complessivi.