Introduzione
Materiali di orientamento realizzati dagli alunni delle scuole superiori dell'area montana
Indagine sui fabbisogni di informazione e di orientamento dei giovani dell'area montana
Il campione
Risultati dell'indagine
 

Risultati dell'indagine

Quali sono state le risposte degli intervistati, quali i loro dubbi, le loro incertezze e perplessità, quali le curiosità? Nella sezione che segue verranno presentati i risultati delle risposte. Laddove interessante e significativo, le frequenze sono state incrociate con alcune variabili interpretative di fondo, tr cui le più importanti sono risultate il tipo di scuola frequentata, il sesso degli intervistati, la residenza in comuni della bassa, media, alta montagna, osservando così le differenze che emergevano dalla comparazione dei vari sottoinsiemi. I principali temi sui quali si è concentrata l'attenzione sono i seguenti:

- I contatti con il mondo del lavoro
- Conosci l'economia locale?
- Conosci gli enti che si occupano di lavoro?
- Che cosa farai dopo esserti diplomato?
- Da grande farò…
- Cosa offre l'ambiente in cui vivi?
- Mi sarà chiesto di essere…
- Ti senti preparato per entrare nel mondo del lavoro?
- A scuola abbiamo parlato di…
- Vorrei saperne di più…


I contatti con il mondo del lavoro

C'è una discreta familiarità con le realtà produttive: solamente il 20.7% degli intervistati ha affermato di non aver mai lavorato o di non aver mai avuto contatti con il mondo produttivo. Il contatto diretto con il mondo del lavoro appare piuttosto diffuso (stage organizzati dalla scuola, lavori saltuari o stagionali, occupazioni part time durante tutto l'anno) e testimonia una socializzazione precoce, magari saltuaria e temporanea, con le attività produttive. Molto interessante, ovviamente, la variabilità delle risposte per tipo di scuola frequentata. Anche i licei, comunque, rivelano una significativa e per erti versi insospettata familiarità col mondo del lavoro.

GRAFICO - Ripartizione degli studenti per tipo di contatto con il mondo del lavoro ed istituto di provenienza.
Domanda a risposta multipla. Valori percentuali. (Fonte: Indagine IRES - fvg 1999)



Conosci l'economia locale?

Si è cercato di valutare il livello di conoscenza del mondo del lavoro chiedendo ai ragazzi intervistati quale fosse l'importanza di alcuni settori produttivi presenti nell'area montana dal punto di vista dell'occupazione. Lo scopo era quello di confrontare le risposte fornite dai ragazzi con la situazione effettiva dei diversi settori economici per quanto riguarda le opportunità occupazionali dell'area montana, al fine di valutare il realismo delle opinioni dei giovani o al contrario la sottostima o la sovrastima di alcuni settori. Ciò che interessava non era tanto verificare una risposta esatta in termini di peso percentuale, quanto piuttosto una scala corretta in termini di ordine di importanza. Si sono a tal fine confrontate le risposte date (punteggio medio ottenuto su una scala di importanza da 1 = minima importanza a 5 = massima importanza) con il peso occupazionale percentuale dei suddetti settori rilevato nel Censimento ISTAT del 1991.
I ragazzi intervistati, come si può osservare, hanno sostanzialmente una buona percezione della dimensione occupazionale dei vari settori economici. Va sottolineata una netta sovrastima del settore agricolo e di quello turistico, mentre al contrario sono i settori del commercio e dell'edilizia ad essere sottostimati. Tali discrepanze fanno intravedere una tendenza dei giovani ad amplificare, nella loro percezione, gli influssi di alcuni temi di dibattito sui media e di "luoghi comuni", che rappresentano però più degli "auspici" (ad esempio lo sviluppo del turismo o il recupero dell'agricoltura di montagna) o delle tendenze (ad esempio la crisi dell'edilizia e del commercio) piuttosto che delle realtà consolidate.


Ordine di importanza secondo l’ISTAT

Ordine di importanza secondo i giovani

N. ordine

Settore

Valore %

N. ordine

Settore

Punteggio medio

1

Commercio

30

1

Turismo

4.08

2

Edilizia

24

2

Forestazione – legno

3.83

3

Turismo

13

3

Commercio

3.51

4

Forestazione - legno

9

4

Agricoltura – Allevamento

3.27

5

Pubblica Amministrazione

9

5

Edilizia

3.27

6

Industria Manifatturiera

9

6

Pubblica Amministrazione

3.17

7

Credito - assicurazioni

4

7

Industria Manifatturiera

3.17

8

Agricoltura

2

8

Credito - assicurazioni

2.91

Fonte: Indagine IRES – fvg 1999.


Conosci gli enti che si occupano di lavoro?
Qual è il livello di conoscenza dei ragazzi relativamente agli attori presenti sul mercato del lavoro? In genere non molto buono. Infatti, analizzando i risultati generali si evince che, su una scala da 1 (non ne ho mai sentito parlare), a 3 (conosco il ruolo e le attività svolte da questa struttura), solo i sindacati hanno ottenuto un punteggio medio superiore a 2, con un valore di 2.31. Tutti gli altri attori (nella fattispecie, le ex - sezioni circoscrizionali per il lavoro - o Uffici periferici dell'Agenzia Regionale per l'Impiego -, gli Informagiovani, il Centro regionale di orientamento, l'Agenzia regionale per l'Impiego, le agenzie per la ricerca e selezione del personale, quelle di lavoro interinale e le associazioni di categoria) dei quali si è chiesto il livello di conoscenza hanno ottenuto dei punteggi non superiori a 2.

GRAFICO - Livello di conoscenza relativo agli enti che si occupano di lavoro (1 = non ne ho mai sentito parlare; 2 = ne ho sentito parlare, ma non so di che cosa si tratti; 3 = ne conosco ruolo ed attività svolte). Fonte: Indagine IRES - fvg 1999.

E se distinguessimo le risposte fornite a seconda del tipo di scuola di provenienza?
Dall'analisi delle risposte per tipo di scuola (Istituti Professionali di Stato, Istituti Tecnici e Licei) si nota che non ci sono significative differenze per quanto riguarda il grado di notorietà degli enti che si occupano di lavoro e di orientamento. Gli enti più familiari sono risultati essere i Sindacati (circa il 50% degli intervistati ne conosce il ruolo e l'attività) e gli Informagiovani (circa il 30% conosce l'ente). Per quanto riguarda gli altri enti (ex Sezioni circoscrizionali per l'impiego, Centri regionali di orientamento, Agenzie di ricerca e selezione del personale, Agenzia regionale per l'Impiego, Agenzie di lavoro interinale, Associazioni di categoria), il livello medio di conoscenza non supera il 20%.



Che cosa farai dopo esserti diplomato?
Il 34.3%, pari ad un ragazzo su tre, è intenzionato ad entrare nel mondo del lavoro. Se si esclude la percentuale degli incerti (22.3%, piuttosto significativa per riguardare ragazzi alla fine del ciclo scolastico), il restante 43.3% continuerà a studiare indirizzandosi verso percorsi più o meno lunghi. Nella fattispecie, il 28.2% si iscriverà ad un corso di laurea, l'8.7% ad un corso di diploma universitario, ed il restante 6.4% sceglierà un corso di formazione post - diploma finalizzato ad acquisire delle competenze tecniche specifiche.
Come si distribuiscono le scelte fatte a seconda del tipo di istituto frequentato?

GRAFICO - Tipi di scelta alla fine degli studi medi superiori per tipo di percorso scolastico. Valori percentuali. Fonte: Indagine IRES - fvg 1999.

C'è una maggior propensione dei maschi ad affrontare subito incarichi lavorativi (il 37.5%), ad aumentare ulteriormente la professionalità acquisita nella scuola superiore frequentando dei corsi di specializzazione (8.3%) e ad affrontare percorsi universitari brevi (10.5%), mentre le femmine si dirigono verso percorsi di studio più lunghi (34.4%), anche a causa della loro maggiore concentrazione in istituti liceali.


Da grande farò…
Degli intervistati, uno su quattro ha risposto di non avere preferenze per la professione che andrà a svolgere: qualunque mestiere può andar bene, pur di inserirsi nel mondo del lavoro: una visione quindi passiva e poco progettuale del futuro, o forse più semplicemente disincantata date le difficoltà previste per l'accesso al lavoro. Per quanto riguarda gli altri intervistati, le maggiori preferenze si sono avute per la figura del libero professionista (14.8%) e del quadro (14.2%). Ad esse seguono quelle del dirigente o del militare di carriera (11.1%), dell'impiegato e dell'imprenditore (8.5%), quella dell'operaio specializzato con il 5.2%, dell'insegnante con 4.8%, del commerciante con il 3.5%, dell'artigiano (2.4%) e da ultimo dell'operaio generico (0.9%).

GRAFICO - Categorie professionali ambite dagli intervistati per tipo di percorso scolastico. Valori percentuali.Fonte: Indagine IRES - fvg 1999.

La maggior parte vorrebbe lavorare in proprio (29.4%), categoria alla quale si riconducono le attività di libero professionista, di imprenditore, di artigiano e di commerciante. Al lavoro in proprio seguono quello alle pubbliche dipendenze (26.7%), quello in qualità di dipendente nel privato (17.3%), nell'impresa familiare (5.1%) e nel mondo cooperativo (2.6%). Abbastanza numerosi coloro ai quali va bene qualunque collocazione (18.9%) e che quindi esprimono una scarsa progettualità specifica. Nel complesso l'area del lavoro autonomo (considerando come tale anche quello in cooperativa o nell'impresa di famiglia) ammonta al 37.1%, mentre l'area del lavoro dipendente riguarda il 43% delle risposte.


GRAFICO - Obiettivo professionale ambito dagli intervistati per sesso. Valori percentuali.Fonte: Indagine IRES - fvg 1999.

 

GRAFICO - Obiettivo professionale ambito dagli intervistati per tipo di percorso scolastico. Valori percentuali.Fonte: Indagine IRES - fvg 1999.

I risultati emersi da queste due domande evidenziano innanzitutto la buona propensione verso il lavoro autonomo, elemento da valutare positivamente in un'area, come quella montana, dove le attività produttive non sono molto numerose e quindi le opportunità di lavoro dipendente possono essere limitate. In secondo luogo va sottolineata la presenza di una significativa quota di giovani dotati di scarsa progettualità, che possono rappresentare un'area a rischio potenziale per quanto riguarda le possibilità di ingresso nel mondo del lavoro. Una terza considerazione riguarda il fatto che il mito del lavoro dipendente pubblico, pur se ridimensionato, appare ancora presente nell'immaginario collettivo dei giovani oltre ogni realistica possibilità di assorbimento per il prossimo futuro, specialmente nell'area montana in cui la dinamica demografica negativa tende a ridurre il peso dei servizi pubblici piuttosto che ad aumentarlo.
È stato chiesto ai ragazzi, tenendo conto dei loro obiettivi professionali, di indicare quale settore economico sia di loro particolare interesse. I maggiori interessi sono stati espressi per le attività commerciali (24.7%) e per quelle turistiche (22.6%). Con percentuali prossime al 10% si hanno la pubblica amministrazione (13.0%), i servizi assicurativi e finanziari (10.6%), l'industria edilizia (10.1%), i servizi al pubblico (9.6%) e l'industria manifatturiera (9.1%). Da ultimo si registrano i servizi nel privato (5.3%), la forestazione e la lavorazione del legno (5%), la categoria residuale "altro" (4.8%) e l'agricoltura - allevamento (3.1%). Complessivamente le attività del terziario rappresentano il settore di gran lunga più importante negli obiettivi professionali dei giovani, cui si rivolge l'85.6% degli intervistati. Molto più staccato viene il settore secondario, che ha totalizzato il 19.2%, mentre all'ultimo posto si colloca il settore primario, con l'8.1% (il totale è superiore a 100 in quanto domanda a risposta multipla).


Cosa offre l'ambiente in cui vivi?

Ci sembra interessante verificare quanto le aspirazioni siano ritenute realistiche dai ragazzi stessi, quale sia cioè la consapevolezza dei problemi e delle difficoltà collegati al raggiungimento dell'obiettivo prefissato. In particolare è stato chiesto quanto sia facile trovare il lavoro al quale aspirano.

GRAFICO - Grado di facilità a trovare un lavoro a cui si aspira espresso dagli intervistati. Valori percentuali. Fonte: Indagine IRES - fvg 1999.

Appare evidente un atteggiamento realistico e contemporaneamente piuttosto pessimistico: infatti il 57.3% ritiene che incontrerà significative difficoltà nel trovare un lavoro e solo il 7% risulta particolarmente sicuro di trovare subito lavoro.
Qual è il rapporto dei ragazzi con il territorio, visto in termini occupazionali? Essi continueranno ad abitare in montagna?

GRAFICO - Propensione a rimanere ad abitare nell'attuale area di residenza. Valori percentuali. Fonte: Indagine IRES - fvg 1999.

Le risposte confermano un atteggiamento piuttosto pragmatico nei confronti del problema lavoro: la quota degli "irriducibili", di coloro cioè che pur di restare a vivere in montagna sono disposti anche a sacrificare le aspettative di lavoro, come pure quella di coloro che hanno già scelto di lasciare l'area di residenza, sono infatti abbastanza limitate. Ciò che prevale è appunto un atteggiamento realistico, che condiziona la permanenza nell'area ad una adeguata collocazione nel mondo del lavoro.
Si osserva in ogni caso che gli studenti degli IPS sono particolarmente decisi a rimanere a lavorare in loco (15.6%), mentre la maggior disponibilità al trasferimento si ha nel caso degli studenti dei licei. Per quanto riguarda i progetti dopo le superiori, comprensibilmente si osserva che il rapporto "zona di residenza" - "possibilità di trovar lavoro" rappresenta un fattore di vincolo limitante soprattutto per coloro che intendono proseguire gli studi intraprendendo una carriera universitaria. Infatti il 40% di essi afferma che rimarrà a lavorare in montagna solo se avrà l'opportunità di svolgere una professione attinente al percorso di studio svolto, riducendo la quota di coloro che si adatteranno a fare qualunque lavoro pur di restare in montagna. In sostanza più elevate sono le aspirazioni professionali dei giovani, maggiore è la disponibilità a lasciare l'area di residenza.


Mi sarà chiesto di essere…
E' stato chiesto ai ragazzi di valutare l'importanza di un insieme di 12 competenze generali, utilizzando una scala da 1 a 5, in rapporto alla professione che intenderanno esercitare nella loro vita lavorativa. L'insieme era costituito dalle seguenti voci: lingue straniere, informatica, capacità di organizzazione e di elaborazione delle informazioni, capacità di ragionamento e di argomentazione, iniziativa - autonomia e creatività, flessibilità - adattabilità e disponibilità al cambiamento, capacità di lavoro per obiettivi e risultati, capacità relazionali, capacità di lavorare in gruppo, responsabilità ed impegno, partecipazione e coinvolgimento, competenze tecniche specifiche.

GRAFICO - Giudizi espressi dagli intervistati relativamente alle capacità e caratteristiche richieste per entrare nel mercato del lavoro. Punteggio 1 - 5. Valori medi. Fonte: Indagine IRES - fvg 1999.

Si può notare che, pur riconoscendo anche l'importanza di un bagaglio tecnico specifico, gli studenti ritengono particolarmente importanti gli elementi che delineano un atteggiamento mentale aperto agli input dell'ambiente lavorativo, capace di adattarsi alle situazioni senza appiattirsi, di ragionare argomentando le proprie opinioni, che si distingue per lo spirito d'iniziativa e l'autonomia, per le soluzioni nuove ed alternative. E' questo un atteggiamento che, pur cogliendo certamente alcuni degli aspetti insiti nelle modificazioni che sta subendo il mercato del lavoro, non appare pienamente condivisibile perché sposta troppo l'interesse sugli aspetti di atteggiamento rispetto alla dimensione relazionale del lavoro e alle conoscenze specifiche. Certamente negativa è ad esempio la posizione di coda assunta dalle competenze informatiche, che attualmente costituiscono il bagaglio minimo richiesto, anche in molte mansioni operative, per l'accesso al mondo del lavoro.


Ti senti preparato per entrare nel mondo del lavoro?
Agli studenti è stato chiesto di valutare il loro bagaglio di esperienze e conoscenze in prospettiva di una futura occupazione.

GRAFICO - Presunta preparazione per un futuro ingresso nel mercato del lavoro. Valori percentuali. Fonte: Indagine IRES - fvg 1999.

Tra coloro che hanno risposto negativamente, il 25.6% degli "impreparati" ha motivato la risposta soprattutto sostenendo di non aver maturato delle significative esperienze nel mondo del lavoro, quindi imputando alla scuola ed all'organizzazione didattica il proprio livello di preparazione ritenuto inadeguato (il 23.3%). Il 22.1% ha detto di non sentirsi preparato senza dare ulteriore motivazione, il 15.1% di non avere le idee chiare, il 7% di non aver programmato una strategia per la ricerca del lavoro, ed ancora il 7% ha affermato che, essendo intenzionato a continuare gli studi, non ha manifestato interesse nei confronti delle realtà produttive.
Ancora una volta si constata l'importanza di aver già avuto dei contatti con il mondo del lavoro: la socializzazione in tal senso aumenta la sicurezza in sé dei ragazzi, mentre la scuola viene imputata come seconda causa di impreparazione.

GRAFICO - Livello di inadeguatezza ad entrare nel mercato del lavoro per tipo di percorso scolastico. Valori percentuali. Fonte: Indagine IRES - fvg 1999.

Appare evidente - ed in qualche maniera anche comprensibile ed attendibile - che man mano che il corso frequentato passa da una dimensione professionalizzante (quella degli IPS) ad una dimensione più generale e preparatoria ad un successivo corso di studi, aumenti anche il numero di giovani che si sentono impreparati di fronte al lavoro; in questo senso si riconferma la posizione intermedia degli istituti tecnici già emersa in altre occasioni.
Guardando infine al rapporto tra grado di preparazione percepito e progetti per il futuro, il 62.6% degli studenti che hanno deciso di andare subito a lavorare si sente preparato a farlo (rilevando quindi che esiste una quota vicina al 40% che o non si ritiene preparato oppure non sa rispondere e quindi esprime comunque una scarsa sicurezza). Una analoga percentuale si registra anche tra coloro che entreranno nel mondo del lavoro dopo aver frequentato un corso di specializzazione post diploma.


A scuola abbiamo parlato di…
È stato chiesto quali erano state le attività di orientamento svolte durante l'anno. Ecco quali sono state le risposte a seconda tipo di percorso.

GRAFICO - Argomenti affrontati durante le attività di orientamento scolastico per tipo di percorso. Valori percentuali. Fonte: Indagine IRES - fvg 1999.

Le attività si sono concretizzate soprattutto nella descrizione dell'offerta universitaria, nelle modalità di autocandidatura e nella presentazione di un quadro economico locale.
Quali sono stati gli strumenti utilizzati dalla scuola per sensibilizzare i ragazzi sui temi del lavoro? La modalità maggiormente usata è quella delle discussioni e lezioni in classe con gli insegnanti (68.6%), seguita a poca distanza dagli incontri con gli studenti che già frequentano dei corsi scolastici post - diploma (65.5%). Anche l'uso di guide e manuali 63.4% appare abbastanza frequente. Il 46.9% dei ragazzi ha avuto modo di entrare in contatto diretto con il mondo del lavoro, visitando degli stabilimenti produttivi. Valori molto più bassi hanno registrato gli incontri con diverse tipologie di persone che hanno a che fare con il mondo del lavoro: infatti il 38.9% ha avuto contatti con operatori di enti che si occupano di lavoro, il 34.8% ha avuto l'opportunità di incontrare psicologi del lavoro ed operatori del settore, un ragazzo su quattro (28.5%) ha incontrato alcuni imprenditori ed uno su cinque (il 19.6%) ha avuto l'occasione di comunicare con dipendenti della pubblica amministrazione.

GRAFICO - Attività di orientamento realizzate durante l'orario scolastico per tipo di percorso scolastico superiore. Valori percentuali. Fonte: Indagine IRES - fvg 1999.

Qual è stato il grado di utilità degli incontri svolti? Potendo fornire un voto da 1 = minimo a 5 = massimo, i valori ottenuti risultano piuttosto omogenei su valori abbastanza buoni, con punteggi medi che vanno da 3.28 (incontri con imprenditori e con dipendenti delle pubbliche amministrazioni) a 3.8 (visite in azienda).


Vorrei saperne di più…
Che cosa interesserebbe sapere agli studenti rispetto al settore economico verso il quale si orienta la loro scelta scolastico - lavorativa, a completamento delle informazioni che già possiedono?

GRAFICO - Argomenti che gli intervistati vorrebbero approfondire nell'ambito del percorso formativo. Valori percentuali. Fonte: Indagine IRES - fvg 1999.

È stato chiesto ai giovani di esprimere un giudizio sull'interesse e sull'utilità di conoscere più approfonditamente alcuni temi inerenti il mercato del lavoro, utilizzando una scala di importanza da 1 a 5. Nello specifico, sono state proposte dodici voci riguardanti le conoscenze del mondo occupazionale, dei suoi attori e delle sue regole, le modalità di approccio al lavoro, la definizione di progetti per il futuro. Complessivamente tutte le voci hanno suscitato un buon interesse, con dei punteggi medi compresi tra il 3.07 ed il 4.07, dimostrando la diffusa presenza di un bisogno informativo aggiuntivo rispetto alle conoscenze possedute dai giovani.

GRAFICO - Temi che gli intervistati ritengono utile approfondire per una migliore conoscenza del mercato del lavoro. Punteggi medi su scala da 1 a 5. Fonte: Indagine IRES - fvg 1999.

L'analisi condotta facendo riferimento al corso di studi frequentato mette in luce il fatto che i livelli di interesse maggiori sono stati espressi dai ragazzi che hanno scelto un indirizzo professionalizzante, quindi da coloro che hanno optato per uno a carattere tecnico - amministrativo. Come già osservato in precedenza, questa situazione è riconducibile al fatto che soprattutto gli studenti degli IPS sono sensibili ai problemi inerenti la ricerca di un lavoro, dai quali via via si scostano gli studenti degli istituti tecnici e quindi quelli dei licei, più orientati a proseguire il percorso di studi.
Quali sono i canali informativi considerati più validi ai fini dell'orientamento e dell'acquisizione di nuove informazioni sul mercato del lavoro? Tra le variabili proposte (guide su carta, Internet, trasmissioni radiofoniche, trasmissioni televisive, corsi di orientamento, colloqui con esperti ed incontri con imprenditori), i maggiori consensi sono stati registrati dagli incontri con gli imprenditori (3.83 utilizzando una scala da 1 a 5). Seguono la partecipazione ai corsi di orientamento (3.77) ed i colloqui individuali con gli esperti (3.62). Si può dire che i ragazzi preferiscono delle modalità di trasmissione diretta delle informazioni, che diano cioè loro la possibilità di interagire con la fonte delle informazioni stesse, instaurando un dialogo che li porti ad esprimere i loro specifici bisogni conoscitivi. Infatti così si possono spiegare i valori medi più bassi fatti registrare dagli strumenti che implicano una comunicazione monodirezionale, cioè dalle trasmissioni televisive (2.96), dai supporti cartacei (2.83) e dai programmi radiofonici (2.4). Internet, che offre già una vastissima panoramica di opportunità su questo tema e che può essere consultato all'occorrenza, riscuote un consenso medio pari a 3.56.